# martedì, 08 luglio 2008; 21:32
L'esame è andato bene, i risultati definitivi saranno esposti a fine mese, ma insomma quando uno le cose le fa bene lo capisce, e poi il prof, che tanto mi odia, non ha avuto da ridire nulla su come ho eseguito la prospettiva - ricordo ai gentili lettori che era un esame di scienze dello spazio, ovvero disegno geometrico. Sono sata soddisfatta e, ebbene sì, me ne vado in quarta superiore evvaffanculofinalmentedavveroinvacanza. Non c'è altro da dire, preparo i bagagli che dopodomani me ne vado al mare e ciaociao città caldacaldissima, ci rivediamo non so quando. Lì non ho internet, ma in qualche modo vi aggiornerò, so che non potete vivere senza di me e senza i miei scazzi - pensieri - pezzetti di vita!Oh! ( viva viva la modestia cara Lu!)
Baci abbracci e buon scioglimento a tutti quelli che restano in città.
# venerdì, 04 luglio 2008; 03:11
Oggi ho avuto una crisi di nervi. Parliamone. Tutto nasce dalla geniale
legge Fioroni, che come ben sapete dice chiaramente che i debiti formativi vanno recuperati, come era un tempo, durante l'estate. Cosa significa questo? Significa davvero
meno ignoranti che riescono ad arrivare tranquillamente alla maturtià senza fare niente? Forse si, forse davvero ci saranno più bocciati -quelli che prima venivano promossi per grazia divina con il massimo dei debiti. Eppure, non mi sembra molto giusto nei confronti di altre persone.
Persone tipo me, perchè diciamocelo, ho sentito sostenere questa nuova legge con frasi come ''
non è giusto che gente che non fa niente tutto l'anno viene promossa '' . Ed io? Io che ho tutti
7 , 8 e qualche 6, a causa di un professore stronzo, perchè diciamocelo: non sarò un genio del disegno geometrico ma quello è anche
un grandissimo stronzo, potrei essere bocciata? Ma prima di fare una legge così, perchè non danno un'occhiata anche a chi sono i professori che dovrebbero decidere la sorte degli alunni? Vi pare sensato che io possa rischiare l'anno perchè non sto troppo simpatica ad un incompetente che fino all'ultima settimana di scuola non ricordava neanche il mio cognome, quando c'è gente che magari passa con tutti 6?
Bha. Non mi pare molto sensato, gente viene promossa senza debiti per compassione ed io che ho una media altissima per un debito mi becco stress estivo, soldi buttati in ripetizioni e nottate in bianco. Senza contare che, se davvero vogliamo meno ignoranti in italia, sarebbe il caso di lasciare stare la scuola pubblica e dare un'occhiata alla
privata, dove ho sentito gente passare la maturità facendo scena muta all'orale o rispondendo alle domande con frasi del tipo '' Bho e che ne so io de inglese, non ho avuto tempo de studialla quella parte lì...''.
PFFFF.
No che non è giusto. Fanculo, mi fa anche male la testa.
Signori e Signore accorrete numerosi e
cliccate qui sopra sull'anteprima della mia pagella; così la vedrete per intero. Poi ditemi che fareste al posto mio. Un omocidio, probabilmente,
P.s: perchè c'è gente che quando clicca sulla pagella
non riesce a leggere cosa ci sia sceritto quando a me si vede chiaramente? O_o
P.p.s:
perchè il mio esame di recupero è il 7 luglio?
# martedì, 01 luglio 2008; 17:18
Che bello scoprire che il prete che mi faceva catechismo, lo stesso prete con cui sono partita in camposcuola con i miei compagni di classe per tre anni di fila alle elementari è stato arrestato per pedofilia. Che bello schifo.
passo , copio & incollo e chiudo inorridita.
Abusi sui bimbi all'oratorio, arrestato prete
Roma, era stato garante di Alemanno in campagna elettorale. Gli inquirenti: siamo sconvolti
di Rory Cappelli Anna Maria Liguori
Prometteva loro regali. Cd, dvd, capi d´abbigliamento. Anche soldi. Li faceva cenare o pranzare a casa sua. Li invitava a dormire, a volte in gruppo e poi ne sceglieva uno e lo portava in camera per abusare di lui. Ne approfittava in oratorio o durante i campi estivi organizzati con la parrocchia in luoghi di montagna. Oppure, persino, offriva ripetizioni private in materie in cui erano carenti. Sceglieva ragazzini fragili, tutti maschi e minorenni (dagli 11 ai 16 anni), con situazioni familiari problematiche o particolarmente gravi.
Era questa la tattica di Ruggero Conti, 55 anni, il parroco della chiesa della Natività di Santa Maria Santissima di via di Selva Candida, nella periferia di Roma, a due passi dal Centro di prima accoglienza minorile di Casal di Marmo. Un prete molto noto nella capitale tanto che il sindaco di Roma Gianni Alemanno lo aveva scelto in campagna elettorale, insieme ad altri otto esperti (come l´immunologo Fernando Aiuti, il generale Mario Mori, l´attore Luca Barbareschi, il regista Pasquale Squitieri), quale garante per le politiche della periferia e della famiglia.
È stato arrestato ieri mattina con un ordine di custodia cautelare emesso dal gip Andrea Vardaro su richiesta del pm Francesco Scavo, eseguito dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma diretto dal maggiore Lorenzo Sabatino.
L´accusa è di violenza sessuale continua e aggravata.
Tre mesi fa, per la denuncia di un prete della stessa parrocchia, erano partite le indagini che hanno portato alla scoperta di anni e anni di abusi - 10 anni, dal 1998 al marzo scorso - ai danni di 7 minori, tanti sono i ragazzi che hanno finora testimoniato le violenze subite, anche se gli inquirenti reputano che i bambini abusati possano essere molti di più.
In qualità di educatore e anche di sacerdote, Ruggero Conti aveva la responsabilità dell´educazione spirituale dei ragazzi, della loro istruzione e anche, probabilmente per le situazioni disagiate in cui si trovavano a vivere i minori, svolgeva, quando erano affidati alle sue cure, funzioni di vigilanza e di custodia.
Fatto, questo, che, se accertato, renderebbe ancora più odioso il suo crimine.
Così come lo rende ancora più odioso la circostanza che il sacerdote costringesse i ragazzini a guardare film pornografici prima di compiere gli abusi. Sembrerebbe che non sia stato, a questo proposito, mai consumato un rapporto completo. Il materiale pornografico è stato trovato nell´appartamento del sacerdote nel corso di una perquisizione.
«È un´indagine triste che ci ha sconvolto» dicono gli inquirenti che seguono le indagini. «Si tratta di ragazzi che credevano nell´istituzione chiesa e che avevano trovato un punto di riferimento nella religione. I verbali delle loro testimonianze dovrebbero essere letti dall´autorità ecclesiastica massima perché si renda conto di cosa viene fatto a questi ragazzi».
Già lo scorso anno il prete era stato sospeso dalle sue funzioni in parrocchia per un mese, per gli stessi motivi che lo vedono oggi nel carcere di Regina Coeli.

(01 luglio 2008)
*
W la chiesa e W la castità ;) la strada del clero vero la pedofilia.
# lunedì, 23 giugno 2008; 20:38
Che bello rileggere i miei vecchi post di domenica sera mentre L'Italia gioca contro la Spagna e a me non frega veramente niente, rileggere l'archivio dall'inizio alla fine e ricordarmi quanto sono stata felice in certi momenti, quanto piccola e sciocca in altri, quanto infinitamente triste in altri ancora.
E' tutto un
che schifo - non passa mai - non passi mai - fa male - passerà - domani passa - è passato - è tornato - non va via - non vai via - vattene via - finalmente sei arrivato - e poi come sempre - eccetera eccetera.
La mia vita è come dentro un carillon, che apro ogni tanto e che suona una musica sempre diversa, poi si ferma e a volte mi va di caricarlo e risentirlo all'infinito, altre volte lo richiudo e lo metto via.
Queste strade del resto sono un cimitero di ricordi, ogni giardino su cui abbiamo poggiato le ginocchia sporcandoci i jeans di verde erba e ogni panchina dove accendendoci l'ennesima sigaretta abbiamo ascoltato l'ipod e stonato le canzoni che parlavano dei nostri quattoridici anni, fanno male quanto sorridere; non so perchè esista questa legge matematica secondo la quale tutto quello che passa è sempre meglio di quello che si ha nel presente, non so neanche quanto sia vera questa legge, però sai, capita spesso di credere veramente che quella era la felicità e che quella che c'è ora è solo una stupida imitazione invecchiata di una manciata d'anni.
Ho caldo e voglia di dormire, ma non posso perchè stasera più che mai ti aspetto ancora e so come sempre che non arriverai.
E al contrario di quel che si potrebbe intuire, questa non è la stupida storia di un'amore andato a male. E' altro, è la storia del tuo nome vicino al mio ancora incisi su quel portone.
*
! Edit importantissimo in onore di mio cognato ( eh si, oh, è sempre l'uomo della mia splendida cugina!)
Venerdì 4 Luglio,
ore 20:00,
Libreria Flexi ( Via Clementina 9, metro Cavour )
Alessandro Giammei presenta Diramarsi

# sabato, 21 giugno 2008; 01:42
Continuo a prendere treni senza sosta, ormai dormo una manciata di ore a notte e poi cerco di cacciare via la stanchezza poggiando la testa fra il sedile e il finestrino dell'eurostar di turno. Bologna, Roma, Bolzano, Peschiera, Bolzano, Roma, Milano, Roma nel giro di dieci giorni; è un record.
E poi diciamolo, il
diciotto giugno duemilatto sono stata al concerto dei Radiohead. Ho urlato, pianto, saltato e sudato come poche volte nella mia vita, ero a qualche metro dal palco e mi si è accartocciato lo stomaco per più di una canzone. Certo, speravo in qualche 'gioiellino' in più dal vecchio repertorio, ma mi sono accontentata lo stesso - e vorrei ben vedere se non lo facevo!
In questi giorni sono successe così tante cose che non riesco a riordinarle tutte e collocarle in un tempo e in uno spazio; è come se il mio cervello avesse un sovraffollamento di immagini ed emozioni. Ho visto Bolzano e me ne sono innamorata, la gente che gira in bicicletta e i prati immensi su per le colline; le piazze affollate e la parlata con tanto di articolo davanti ai nomi che mi fa sempre sorridere un po'. Ho passato le giornate in due su una bici, a fare lezioni di dialetto romano e a scattare valanghe di foto. Ho imparato ad apprezzare anche i viaggi in solitudine, a prendere i treni con i postumi dell'alcol della sera prima per poi fare la solita routine: stare seduta sulla valigia osservando il cartellone che indica il binario d'arrivo dove dovrai recarti, che puntualmente è sempre l'ultimo che appare per il solito ritardo del treno.
E' come conoscere un po' di più il mondo; si impara tantissimo viaggiando, passando il tempo a giocare nell' osservare la gente che arriva correndo o che cammina lenta per le stazioni, come se dovesse scegliere ancora il treno da prendere, la meta da raggiungere. Allora mi metto così, a sognare per ogni personicina bizzarra un passato, cercando di indovinarne il lavoro, l'età, la vita, l'amore. Se sono fortunata e la persona davanti a me è uno di quei soggetti che mi piace analizzare riesco anche a cacciare via quei momenti di malinconia che, inevitabilmente, fra un sonnellino e una canzone triste che parte sull'i pod arrivano durante i lunghi viaggi. Quando vedo che inizio a pensare alle cose che non vanno, mentre il paesaggio fuori scorre veloce, porto il mio sguardo da un'altra parte: mi concentro sulla persona che mi siede davanti , ne studio i detagli ed inizio a inventare le mie storie.
Ed alla fine eccomi qui, fra viaggi per l'Italia e storie da inventare per non farsi accompagnare sempre dalla malinconia sono nuovamente a Roma, stanchissima ma felice, perchè ci sono persone che sono entrate nella mia vita e la stanno rendendo più semplice di prima.
(
lu piccola viaggiatrice non si ferma più.)
# sabato, 07 giugno 2008; 00:27
« Le va una tazza di té prima di andarsene? »
« No. »
« Caffè?»
« No. »
« Succo di arancia! Forse no... Qualcosa di freddo. Coca? Acqua? Una disgustosa bevanda zuccherina che dicono fatta con i frutti della foresta? »
« No.»
« Vuole qualcosa da mangiare? Qualcosa da mordicchiare. Albicocche dentro il miele? Perché le fanno nessuno lo sa, visto che smettono di sapere di albicocca e prendono il sapore del miele e se uno vuole il miele va a comprarsi il miele, invece della albicocche al miele. Ma comunque eccole qui, sono sue se vuole!»
« No.»
« Dice sempre di no a tutto?»
« No! »
« Mi dispiace molto per il commento "surreale ma bello". Un disastro.»
« Non fa niente, direi che con le albicocche e il miele avevi già toccato il fondo. Forse è meglio non raccontare a nessuno questa cosa.»
« Certo certo, a nessuno. Qualche volta la racconterò a me stesso, ma sta tranquilla, non ci crederò.»
*
# giovedì, 05 giugno 2008; 00:02
Mia nonna se n'è andata, dopo sei mesi di sofferenza, ha chiuso gli occhi per sempre.
E' strano, quando ho ricevuto la notizia non sono neanche rimasta più di tanto scossa, ero indecisa se pensare di essere diventata insensibile o che forse le lacrime le avevo finite in questi sei mesi, da quando i medici dissero a mamma che non c'era niente da fare a tutto il resto del percorso di nonna, un percorso che ha affrontato con tutta la forza che aveva in corpo senza mai perdere la speranza, nonostante piano piano non riuscisse più nè mangiare nè ad andare al bagno da sola, con la rassegnazione di farsi accudire dalle sue figlie, quasi fosse tornata piccola ed indifesa: mi sembrava di vedere una bimba di cinque anni racchiusa nel corpo di una tenera vecchietta malata.
In questi ultimi sei mesi ho visto mia nonna combattere contro qualcosa di più grande di lei, e di tutti noi che le stavamo vicini. L'ho vista essere così forte quasi da fare invidia e l'ho vista anche cadere nello sconforto, mentre con le lacrime agli occhi chiedeva quando sarebbe tornata a Frosinone, nella sua casa, perchè di quegli ospedali non ne poteva più. Avanti e indietro da una clinica all'altra, da casa nostra a quella delle mie zie, cercando in tutti i modi una soluzione, una via di uscita. Che non c'era. Ma si sa, finchè non si è faccia a faccia con la morte non ci si crede, ci si tappa gli occhi. Io per prima ho preferito credere che sarebbe passato, che ce l'avrebbe fatta a vincere quel male, perchè era forte e la sua voglia di tornare a camminare per le campagne, di stare a dormire nel suo letto e di tornare a mangiare senza dover essere imboccata era davvero tanta, tantissima.
Mi ricordo la prima settimana che era all'ospedale. Di punto in bianco era stata catapultata in una clinica, aveva solo accusato male alla pancia e puff: una tac e si scopre che aveva un massa tumorale aggrappata dentro, inoperabile. Ovviamente a lei non è mai stato detto del tumore inguaribile, cercavamo di farle credere in uno ti quei tumori piccoli ed innoqui che vano via dopo un po' di sedute di chemioterapia. Ma nonostante la bugia la paura iniziale l'aveva assalita: lei, donna di campagna, abituata a vivere nella sua casa a Frosinone dove era nata e cresciuta con i soliti amici, in quel paese dove tutti la salutavano per strada mentre scendeva a fare la spesa o comprava qualche piantina dal fioraio; da lì si era ritrovata a Roma in una clinica ad affrontare un tumore.
Quel giorno, quando le diagnisticarono il male che fino all'ultimo abbiamo camuffato in qualcosa di curabile, anche quando non riusciva più neanche a parlare ed andava avanti a punture di morfina, fu la prima volta che la vidi davvero debole e spaurita mentre mi stringeva e mi diceva che lei non voleva morire, che voleva vedere anche i miei figli e il crescere di Ginevra : la figlia di mia sorella che l'aveva resa, con fierezza, persino bis nonna (o nonna bis come diceva lei) .
E da quel giorno, sei mesi sono scivolati via, si sono persi nel giro di una manciata di attimi. Una manciata di attimi in cui non solo mia nonna si è spenta lentamente, ma dove ho visto mia madre avere davvero paura e sentire davvero il dolore, ho visto una mamma forte che non si voleva mai far vedere triste, anche quando tornava in tarda notte a casa dall'ospedale, stremata, ma sorridendo sempre, per non far intristire noi figli.
Sei mesi scivolati così, e mia nonna nelle ultime settimane non sono neanche andata più a trovarla. Mi sento un po' in colpa, ma non so, l'idea di vederla come un vegetale in un letto di ospedale mi faceva venire la pelle d'oca, non volevo vederla vivere in un corpo dove ormai la vita non c'era più perchè era rimasto solo il male.
Di certo adesso, ovunque sia, ha smesso di soffrire. Ma mi domando ogni secondo che passa il perchè, questo Dio che ci dipingono tanto buono le ha dovuto dare sei mesi di lunga agonia. Sei mesi di speranze che andavano mano a mano a dissolversi in un dolore silenzioso e lunghissimo.
Non so se questo Dio c'è, e non so se esiste un paradiso, spero solo tu stia bene nonnina,
e salutami nonno, perlomeno siete di nuovo insieme adesso.

( Alla festa di mia sorella, quando il male c'era ma lei riusicva ancora a tenerlo un po' sotto controllo.
Zia Patrizia, nonna e mamma. Che poi, non era anche una nonna bellissima? )
# lunedì, 02 giugno 2008; 01:25
Sentivo il tuo degutire.
Era tutto scandito dal rumore della tua saliva che scendeva giù, che creava un piccolo nodo nella tua gola che poi scendeva e si dileguava per fare posto al nodo successivo.
Delle piccole goccioline di sudore si facevano strada sulle tue tempie e i tuoi occhi fissavano un punto indefinito del pavimento.
Ti ho amato per quindiciminuti e trentaquattro secondi in quell'interminabile attesa , poi mi sono persa.
# mercoledì, 28 maggio 2008; 16:34
I giorni di scuola rimasti si contano sulle dita per davvero, lo stress sta diminuendo lentamente, le giornate si fanno così calde che ogni tanto ho paura di ritrovarmi a terra priva di sensi; il passato si è ricatapultato nel presente e questa volta non c'è una Lucrezia indifesa ed impaurita ad aspettarlo,
questa volta Lucrezia il passato lo prenderà a calci sulle gengive finchè non si penitrà di essere stato quel che è stato.
Ho fatto indigestione di crostini speziati, mi viene un po' da vomitare e sono del tutto contropoducente, insomma, sto passando le giornate a dormire su qualsiasi cosa me lo consenta e sopravvivo grazie al mitico amico condizionatore DeLonghi, che è davvero una delle migliori cose che si potessero inventare, a mio parere. Domani andrò alla prima di Sex &The City, io e Rocco stavamo impazzendo dietro il conto alla rovescia per il gran giorno, ogni volta che in tv passano il trailer o sul giornale ci sono spezzettoni di trama ci tappiamo gli occhi, dev'essere assolutamente una sorpresa. Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda sono tornate, ho passato gli ultimi due anni della mia vita a sognare la loro New York, i locali più chic dove passare le serate, lo shopping antidepressivo in ogni situazione, un armadio che sembra un intero negozio di vestiti e 500 scarpe diverse da abbinare in ogni occasione. Non vedo l'ora di vederle sul grande schermo <3
La perla di saggezza della settimana?
La vendetta è un piatto che va servito freddo,
e cucinato con le proprie mani,
perchè nella giustizia divina io ci credo ben poco.
# martedì, 20 maggio 2008; 19:55
" l'amore che strappa i capelli è perduto ormai, non resta che qualche svogliata carezza ed un po' di tenerezza. "
A Roma è tornato Novembre.
Le nuvole sono spente ed il cielo è velato di un triste grigio che non so, mi ricorda così tanto l'inverno che quasi non emsbra sia passato tutto questo tempo da quel giorno lì; si proprio quello lì.
Sembra ieri che mettevo il cappotto di lana cotta con le mie spille colorate, mentre appoggiavo la testa ad una spalla e mentre sentivo chiamare il mio nome come lo sa fare solo l'amore. Perchè sillabare un nome non è una cosa semplice, o meglio. Pronunciarlo così, leggerlo, saperlo dire a livello fonetico lo sappiamo fare tutti. Ma io parlo di un'altra cosa, parlo di saperlo urlare con rabbia, di sussurrarlo nell'attesa e nella lontananza, di farlo morire a metà per proseguirlo con un bacio. Quello è conoscere un nome, sentirlo sotto la pelle; avere bisogno di ripeterlo per sentirlo proprio. Come fosse un piccolo pezzetto di cielo privato.
E ora manca sentirlo pronunciare piano ad un orecchio mentre fuori piove così forte da far paura, manca sentirlo urlare spezzato dalla rabbia, mentre io corro su per le scale senza voltarmi con le lacrme agli occhi; e poi sentirlo sussurrare come una preghiera a ripetizione, implorandomi di non andare mai via.
Ci sono troppe cose che dovrei dire e mi piacerebbe riuscire a prendere il telefono e chiamare tutte le persone a cui dovrei parlare, anche quelle che non sento da anni, e mettere dei punti al passato, per saper voltare pagina senza queste spine che ogni tanto tornano a raschiare in superficie.
Chi ha detto che il tempo sistema le cose? Devo averlo sentito in qualche canzone, ma non credo sia vero. Il tempo puo' attudire certi colpi, ma non sistema mai niente; per sistemare le cose bisogna avere il coraggio di aprire vecchie porte lasciate socchiuse indietro, perchè solo dopo aver rimesso ordine al passato quelle porte potranno essere chiuse definitivamente. Ma io il coraggio di tornare indietro adesso non lo ho con me, magari un giorno metterò le mani in tasca e lo troverò appicicato fra una monetina ed una caramella mezza sciolta lì infondo, chissà.
Ora mi fa un po' male la testa e devo riuscre a scacciare vecchi pensieri;
così vado a colorare e spero di lascire un po' di rimorsi sul foglio.
" e sarà la prima che incontri per strada, che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato; per un amore nuovo. "
lu *

Lucrezia ama le descrizioni in terza persona, frequenta l'indirizzo di grafica del suo liceo artistico a Roma, vive di sogni che nel cassetto non entrano più, indossa aggettivi e paroloni complicati solo per darsi un tono, è incomprensibile a moltissime persone che la definiscono strana, lunatica, creativa e con la testa su qualche altro pianeta. E probabilmente è così, la terra proprio non le piace, per questo si ritrova a fantasticare camminando sulle nuvole e sognando con gli occhi aperti, perdendosi la testa un po' ovunque e senza rincorerrla ogni volta che succede. A Lù piace colorare, le piace il viola, le piacciono i capelli rossi, le mani sottili e gli occhi delle persone che sanno farli parlare. E' anche vero che non le piacciono un sacco di cose, come la sveglia il lunedì mattina, la matematica i carciofi e le persone ottuse.
*
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dove puoi trovare lu?
gallery fotografica su deviantart. myspace.
stupida lista delle cose da fare!
# finire la scuola con dei voti decenti.
# imparare a suonare bene la fisarmonica.
# avere più tempo per disegnare e fare foto.
# aggiustare la vechia nikon.
# bere da sola una bottiglia di vino rosso senza vomitarlo subito dopo.
cose fatte!
# recuperato definitivamente l'insufficienza in matematica.
# essere felice quasi sempre.
# non avere più crisi di pianto.
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