( giovedì, 28 settembre 2006; 21:07 )

Bene bene.
Stare in standby serve a poco, scrivere su questo blog ancora meno ma chi se ne frega.
Mi sono un po' rotta le palle di tutti e tutto, del mio soffocare continuo, della gente che muore, della gente che non si rende conto di vivere.
Oggi mi sono fumata una sigaretta in terrazzo con mia sorella Manuela che mi parla del suo nuovo ragazzo.
Lui è bello, simpatico, dolce e pazzo.
E lei se ne sta innamorando ma alza le spalle aspirando quel maledetto veleno nei polmoni e sorride per non dire di sì.
Lei è bella , alta e magra ed ha fatto la modella anche se non le andava ma  era adatta e guadagnava.
Io la guardo, le sorrido senza motivo e mi domando se siamo davvero sorelle o è una presa per il culo.


Ah, altre news:
# Ho otto centimetri di tacco per il compleanno di Valerio che fa diciotto anni (tra l'altro, un augurio vero. quanto lo sei tu ). Prevedo minimo 5 culate e 17 storte, dopo di che, deciderò di girare scalza.
# Ho fatto pace con Alvise ( e non dico altro per evitare di venire sgozzata dall'appena citato) , il mio ex, quello di Venezia per chi mi segue da tempo.
# Sogno continuamente die ssere incinta. Paurah.
E tante altre cose che inquanto private restano tali.

Per oggi è todos.

Baci, Abbracci, Caramelle e Cioccolatini.

P.s= ascoltare gli afterhours non significa essere alternativi. Soprattutto se credi che ballate per piccole iene è un album dedicato a chi ride tanto.
Tristezza.


.Violet.; ; commenti (21)?

 


( lunedì, 25 settembre 2006; 10:40 )

Chissà com'è - Afterhours

Certo lo so non ho più niente da dire
Nè da rimpiangere o da
fallire
Devo solo comprare ormai
Della seta rossa al mio male
Con la quale farlo stare zitto

Sei diventato un fiore alto e disperato
Perché è il tuo modo di gridar che vorrei
Capita di non farcela
Come quando perdi il tuo uomo
O il tuo cane

Chissà chissà com'è
Se è come me è quasi amore
Chissà chissà com'è
Se è come me è quasi amore

Anche il tuo mondo prima o poi invecchierà
Ora sei il verbo che nessuno userà
Capita di non farcela
E di essere il coltello
Ed insieme la ferita


Chissà chissà com'è
Se è come me è quasi amore
Chissà chissà com'è
Se è come me non ha cuore

*

Oggi ho avuto una dispnea.  E dato che neanche io sapevo cosa fosse ve lo riassumo in breve:  
E' un'affezione caratterizzata da una difficolta' di respirazione per insufficiente afflusso di aria ai polmoni.

Cause:
Affezione cardiaca o polmonare
Eccessivo sforzo fisico
Anemia
Stati ansiosi ( "dispnea emozionale" )

Sintomatologia:
Sensazione di soffocamento

*

E dopo ciò, Lucrezia va in standby. E smettetela di rompermi il cazzo.


.Violet.; ; commenti (17)?

 


( mercoledì, 20 settembre 2006; 20:31 )

La gente, anche se suona bizzarro dirlo -dati i tempi che corrono, nasce libera.
E libera resta: libera di fare, dire, scrivere, pensare, avere, cambiare, scegliere.
A volte, la gente è libera anche di possedere. Possedere libri, fogli, penne, e tutto quello che ti pare.
Purchè si parli di
oggetti.
Perchè, la gente, la gente essendo libera non puo' diventare di proprietà altrui;
e sinceramente venir classificata come possessione di qualcuno, m'infastidirebbe anche.
E poi, non credi che la possessione non porti da nessuna parte? Che forse, se una persona la vuoi vicina, devi fare qualcosa per meritartela e per far si che ci resti (o torni)?
Non ho mai avuto intenzione di sottrarti nulla, le cose sono belle anche da condividere.
E' capitato che quello che tu chiami tuo mondo si sia scontrato con il mio, e non posso farci nulla se persone che prima tu definivi 'tue', e che per motivi vari,
 quali possono essere il tempo, gli avvenimenti, la crescita, la vita, hanno smesso in parte di esserlo e si sono allontanate.
Che poi, sia arrvata io, non me ne puoi fare una colpa:
non sei il centro di una ruota formata da tanti raggi: ogni raggio con un nome ed una personalità, che però essendo roba tua e che gira intorno a te non puo' sfiorarsi con nessun altro raggio.

Forse sono ottusa.

Ma io la gente non la capisco.


.Violet.; ; commenti (17)?

 


( venerdì, 15 settembre 2006; 21:22 )

Un sorriso, un caffè, una ranocchia da attacare al cellulare, qualche cazzata sparata sul momento ed altri sorrisi.

Ho due genitori nuovi, nonostante loro abbiano solo qualche anno più di me.
Loro sono bellissimi, sia insieme che singolarmente, ma questo forse già lo sanno.
Loro sono fatti di cose semplici e non hanno bisogno di false intelletualità per mettersi sotto una buona luce, ma anche questo forse già lo sanno.

Un sorriso, un caffè, una ranocchia da attaccare al cellulare, qualchecazzata sparata sul momento ed altri sorrisi.

Ballando gli ska-p e lasciando, ormai quasi come firma, foto su  un cellulare.
Seduta su un tappeto che pizzica o mangiando una pesca,
oggi sono stata bene. E non è servito fare molto, per esserlo.

Loro sono i miei due nuovi genitori, così, nati per scherzare;
ed io nel mio modo infantile e frivolo di farlo sto iniziando ad affezionarmi a loro,
e forse questo, loro non lo sanno.

*

noi 3_ capra tartaruga e ranocchia.

Una tartaruga una capra ed una ranocchia, qualche volta potrebbero essere una 'famiglia'.


.Violet.; ; commenti (26)?

 


( giovedì, 14 settembre 2006; 14:50 )

Ma se è la fine la più importante.

L' inizio, cos'è?


.Violet.; ; commenti (9)?

 


( domenica, 03 settembre 2006; 16:05 )

Dall'inghilterra questa volta porto con me un nuovo fiorellino.
Lei si chiama Mimì. Anche se solo per me.
Perchè -
Sai Mimì che la paura è una cicatrice che sigilla anche l'anima più dura ?
_

Le persone che ti lasciano qualcosa, qualcosa di vero, le incontri così:
Per caso.
Un giorno scoprendo una passione comune verso gli
afterhours.
Poi ritrovandosi a sorridere felici, come due bimbe, dopo essere riuscite a risolvere un giochino spaccacervello che consisteva nel togliere una mina di plastica da una gabbia.
E ancora con qualche canzone per Londra, accontentandoci dei gradini di Picadilly in mancanza dei diciotto per entrare in un pub.
Stringendoci forte la mano per paura di una casa dell'horror.
Perchè è così che ci siamo incontrate veramente;
Mentre ci infilavamo i boxer di qualche malcapitato per poi imitare uno spogliarello scoprendoli sotto i pantaloni. Ridendo come matte.
Tu che mi bussavi alla porta la mattina, ed io in perenne ritardo e sempre assonnata.
Io che perdevo di tutto. E che avrei perso anche la testa se non l'avessi attaccata al collo ((e che anche se rimane fisicamente lì, effettivamente perdo anche quella miliardi di volte ))
Io con te e con quella tua testolina fra le nuvole quasi più della mia, che per arrivare a Camden potevamo anche metterci tre ore,
dato che salivamo e scendevamo dalle metro senza neanche controllare se erano quelle giuste, talmente eravamo prese nelle nostre chicchere.
Io e Te.
Quelle che cantano per Londra e lasciano mille foto di loro due insieme sui telefoni e macchinette di tutti.
Quelle che lasciano l'attenzione a casa per portarsi ingiro qualche sogno e troppe distrazioni.

Io e Te.
Così.Un sorriso, qualche foto ed una canzone (( e nel caso della foto, anche le mine) ).

io e te e le mine spaccacervello

     Ed ora___                                        Lasciati guardare un po' più affondo. Finchè si puo'.


*

L'altro giorno ho pianto tanto.
Così tanto che mi bruciavano gli occhi e mi faceva male la testa. Non se n'è accorto quasi nessuno.
Ero in pulman. E stavo tornando qui, a casa, a Roma.
Ero appena riuscita a chiudere gli occhi, ad abbioccarmi con l'ipod nelle orecchie e la macchinetta fotografica stretta in mano.
Yann Tiersen parte nella cronologia della palylist e nel mio dormiveglia si accavallava quella musica al tuo sorriso e alla tua promessa ormai infranta e a tutto ciò che nessuno sa ma che io non dimentico.
E le mie lacrime che si nascondevano inutilmente fra le maniche di una felpa viola.
E le parole di loro che mi chiedevano cosa avessi d io che tentavo di balbettare una scusa per poi stringere le mani sulla bocca quasi a cercare di non fare uscire fuori i singhiozzi.
Scusami, se a volte non sono capace di essere forte come dovrei.
E capacitarmi della tua felicità. E credere che mi senti e mi capisci. E riuscire a sentire quella canzone senza ricordarmi ciò che dovrei cancellare. Perchè ora brucia troppo.
Mi stringo forte i polsi
-quelli che dicevi di adorare.
E non mi faccio più la piastra -i miei capelli naturali sanno più di me.

Ma  adesso, stammi vicino, se puoi.
Adesso che torno da Londra e mio padre...
Mio padre, forse dovrei stare io vicina a lui. Adesso.
Ma niente vittimismo. Non scrivo altro.
Aiutami soltanto. Se puoi.

*

Ho una collezione di posate.
Ma ho sempre preferito i cucchiaini.
Spero solo che loro lo abbiano capito davvero.
Perchè quando ti abitui ad usarli, i cucchiaini,
li apprezzi.
E diventano indispensabili.


.Violet.; ; commenti (41)?

 




;

Lucrezia, diciotto anni, roma, foto, tinte per capelli dai colori più assurdi, il colore viola, tatuaggi, tante storie da raccontare, un po' di sogni qualche delusione e un cuore difettoso.

altri angoli del web dove puoi trovarla:
deviantart; myspace; carbonmade;

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Nuotando nell'aria, Marlene Kuntz