Lo so che il mio amore è una patologia vorrei che mi uccidesse ora.
Questo post nasce dopo aver ritrovato la mia autostima.
Questo post nasce perchè ho capito che io, con il mio bagaglio d'emozioni, errori, fallimenti, ferite, sogni, pregi e difetti sono importante.E valgo. Perchè nella mia vita ho sbagliato, pagato i miei sbagli anche più di quanto avrei dovuto, chiesto scusa ( e non è importante se le scuse sono state accettate o meno ) e ricominciato da capo. Perchè io, sono una persona capace di crescere, maturare, imparare e accettare il naturale processo errore - conseguenza - crescita, che definirei assolutamente umano.
Avevo chiuso il blog per una giornata e mezzo e mi sono arrivate ( udite udite) più di 50 mail che
chiedevano l'invito per leggermi, e dietro ogni mail c'era una persona che ama leggere quello che scrivo, e che lo fa quasi regolarmente, anche se spesso non commenta e rimane nell'ombra.
Trovo la mia faccia (quindi le mie foto) ovunque nel web. Forum, giochi di ruolo, template. E tu, sì anche tu che dici di odiamri, che mi disprezzi, che non mi sopporti, che ti faccio schifo e tutto quello che vuoi,
anche tu stai leggendomi, stai facendo scattare il contatore del mio blog aggiungendo un numeretto.
E quindi questo dovrebbe far pensare. Se davvero ti faccio schifo come persona, perchè sei qui a leggere le mie noiosissime e false parole?
Di certo non perchè non hai di meglio da fare. Potresti accendere la tv o scrivere o disegnare o chattare o telefonare a qualcuno.
Invece sei qui a farti gli affaracci miei perchè infondo qualcosa da dire, che cattura la tua attenzione (che sia in positivo o in negativo a me non interessa)
ce l'ho.
Pensate che l'altro giorno, Paola ( link ) ha sentito sua madre parlare di un mio post con sua cugina.
Ciò significa che una signora triestina capita sul mio blog girando nel web, si ferma, lo legge e ne parla anche.
Una bella soddisfazione, no?
E chiudo questo punto, solo per dire a chi mi ha fatto mangiare la sua merda per tutto questo tempo,
che ora ne sono piena fin sopra i capelli, e gliela rivomito addosso. ( Scusate il francesismo.)
*
Comunque, parlando d'altro. Mi è esploso il pc.
Anzi,l'alimentatore del pc; e questo è un po' un problema.
Infatti ora sto allegramente scrivendo dal portatile di mia sorella, in attesa di un nuovo alimentatore ( che poi non sono sicura si chiami così quella scatolina nera che collega una presa del pc ad una presa al muro.)
Ultimamente sono serena.
Con Gianluca stiamo iniziando ad essere un noi e questo è molto importante.
Finchè sono Lucrezia che esco con Gianluca non ho niente di cui vantarmi, niente da mostrare, posso solo dire di avere una piacevole compagnia per qualche ora con un ragazzo.
Ma ora inizia ad essere un noi perchè penso a lui spesso, perchè vado a dormire più serena se lo sento e perchè anche quando non lo vedo riesco a sorridere di quello che stiamo costruendo.
Non riesco ancora ad affidarmi a lui al 100%. Un po' per paura, un po' non lo so.
E' che ho sbattuto troppe volte la testa al muro, ed ora non sarei in grado di curare l'ennesima ferita.
Ma abbiamo tempo davanti, tutto il tempo del mondo, ed io non ho fretta.
L'altro giorno è venuto da me per farmi la tinta ai capelli, e fra una mezz'ora con il colorante in testa e minuti con il sapone sui capelli nel il lavandino ci siamo visti Basil l'investiga topo.
Ebbene sì, la cosa shockante non è nel guardare a 18 anni un cartone della Disney che parla di un topo investigatore ( che poi dovrebbe essere una specie di S.Holmes versione topo ), ma è nel fatto che lui non l'avesse mai visto prima!
Che gentaglia, che gentaglia.
Vabbè, per oggi è tutto gente.
Tanti baci caramelle e cioccolatini.
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P.s= ''amore'' non è la parola giusta ma la prima che mi viene in mente.
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Dipende tutto da come stai.
A volte Roma è stata grigia. Di un grigio che quasi faceva paura perchè non lasciava trapelare neanche bianchi o neri e devastava tutto.
Copriva tutto. Ed io, stufa, cercavo di dare un senso a quel maledetto giorno in cui come piccolo batuffolo piagnucolante sono uscita dalla pancia di mia madre. Ma il senso non si trovava. Ed è certo che non lo potevo trovare nelle mie mani sempre fredde a congelarsi nelle tasche del cappotto,
negli alberi spogli, nell'aria con quel suo odore di smog o nel sapore di tutto quello che non va giù sulla lingua. No.
Ma altre volte a Roma il cielo è stato blu intenso, e le stelle, di notte, si catturavano con una mano verso l'alto.
Quelle volte in cui il freddo sembrava scomparire e bastava una sigaretta ed un caffè accompagnato da qualche sorriso inaspettato per
essere felici.
Ed oggi, che volta è?
O meglio,
oggi come sto?
[
Questo è il mio pesciolino numero 641 in una vita costellata di pesciolini rossi. I miei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del Signore. 640 pesci dopo, l' unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà.
*
Oggi voglio sommergermi nei Brownie. Fra un'ora arriva Flavia e la mia casa odorerà di cioccolato e spero solo di non morire avvelenata.
Se dovesse succedere, è Flavia che mi ha ucciso date le scarse doti culinarie!
Sappiatelo.
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Alla fine dal progetto di cenetta all'hard rock, con Gianluca, si è finiti al panino con la porchetta sulle scale di Santa Maria in trastevere, sempre con Gianluca.
L'Hard Rock troppo affollato. Ed io troppo affamata per aspettare.
Sulle scale della piazza abbamo conosciuto un vagabondo. Ci ha raccontato dei suoi viaggi verso la Spagna e l'Olanda e le multe che non potevano arrivare avendo come residenza , sui documenti, s.f.d. ( senza fissa dimora );
per qualche millesimo di secondo giuro che l'ho invidiato. Non posso dire che lui non abbia catene, perchè tutti ne abbiamo in questo mondo di schemi, orari, tempi e obblighi, ma di sicuro ne ha molte meno di me, e di chiunque conduca una vita che dalla maggior parte della gente viene definita
'normale' (ovvero fai quello, poi questo, poi studi, poi lavori, poi ti sposi, poi fai figli ed insomma tutte quelle cose che già si sanno).
Ho presentato Gianluca ai miei amici. Ha scoperto che con molti di loro ci aveva fatto le medie insieme; ed ho la conferma che il mondo è sempre più piccolo.
Un po' mi faceva strano, presentarlo così. Infondo io e lui ci conosciamo da..non so da quanto ma neanche un mese. E ci siamo visti relativamente poche volte.
Quindi fargli conoscere un pezzetto del mio cielo che va oltre a me, è quasi come dargli il permesso di entrare, di aprire davvero la porta, sempre parlando in metafore.
Più tardi mi ha portata al centro sociale. Ho conosciuto io, allora, un pezzetto del suo mondo.
E poi mi ricordo la musica, il vino, le risate, le canzoni, Ludovica che mi saltellava accanto, e lui dall'altra parte.
Ed i baci e l'odore del fumo ed ancora i baci, e le sue mani ed i baci ed i baci ed i baci.
*
Nella mia vita non ho mai saputo mettere in ordine gli eventi, le cose, le emozioni.
Sono sempre stata nel caos e nel mio caos però riuscivo quasi a non perdermi.
Non riesco a dare una posizione neanche a te, fra tutte queste cose lasciate a metà, fra mozziconi di progetti e sogni che più che stare nei cassetti si sparpagialno ovunque, ed a volte me ne dimentico e li ritrovo sotto il letto fra la polvere.
Non so cosa sta succedendo con te. Forse ti ho incrociato per strada mille volte ma ero ancora troppo piccola,
con un caos disordinato ed opaco, per riuscire a vederti. E forse questa volta era destino che ci scontrassimo, su questa strada che percorriamo perdendoci e ritrovandoci da sempre.
Mi sono scontrata con te che avevo una borsa piena di colori e carboncini, e ho i visto i tuoi grigi e le tue luci soffuse mischiarsi con tutto quello di cui mi vesto ogni giorno; dai colori agli insuccessi alle buglie alle assurde verità.
L'unica cosa che ho capito, quando ci siamo scontrati, è che non voglio dipingerti.
I miei colori sono caduti e si sono sciolti e mischiati con i tuoi, appena, quel giorno.
Ed ora, non voglio riprodurti o capire chi sei tracciandoti, ma voglio mettere le mani nella tempera e dipingerti l'anima e far sparire i grigi.
Ti prometto che ne sarò capace, se vorrai.
Perchè ci siamo scontrati,
perchè i miei colori ti hanno macchiato,
perchè ho visto che eri più che carne ed ossa.
Perchè della carne e delle ossa, io, non me ne faccio neiente.
E perchè lo sai anche tu.
*
Rendere il blog privato è stata una puttanata. Troppe mail, troppi da invitare, troppo da fare, e troppa poca voglia di farlo; quindi sti cavoli. Torno.
*
Hai le dita macchiatre di nuvole.
Perchè riesci ancora a sognare un cielo blu, ed a dipingerlo da sola.
L'ho conosciuta oggi.
Alle 8.30 a Via del Corso, sugli scalini di una Chiesa nei pressi di Ricordi.
Era stanca. Aveva gambe stanche, occhi stanchi, labbra stanche che aspiravano il fumo, forse stanco anche lui.
Ed il cuore? Il cuore non le si stanca mai, lo si vedeva dai suoi sorrisi incerti ma pieni di voglia di andare avanti, fingendo d'esser forte, come se non fosse chiara la ferita che porta e non ancora rimarginata.
Eppure il suo cuore non è stanco, pulsa, vivo, perchè vuole superare e deve superare.
Superare anche se Lui sembrava proprio quello dei suoi sogni, quegli stessi sogni che ora Lei ha dovuto chiudere in un cassetto;
non so dirvi se a chiave o meno, ma di sicuro chiuso.
Perchè è la cosa giusta da fare, chiudere un sogno in un cassetto, se quel sogno è già di qualcun'altro.
Lei aveva passato le ultime 24 ore a rincorrere la notte, quella notte che poi le era sfuggita dalle mani, fra un passo e l'altro in un camminare eterno.
Fino all'alba. Fino alle 8.30 quando, seduta sulle scale di una Chiesa, l'ho vista.
Occhi stanchi, labbra stanche, gambe stanche e cuore... cuore vivo, instancabile, ferito.
Oggi ho avuto frammenti di lei fra le dita, fra una cioccolata, un libro, un film, qualche stralcio di sogno.
Un po' sono riuscita a dipingerla, catturando qualche suo colore e sfumatura, facendo un bozzetto di un quandro che ancora mi sfugge, ma che spero di avere completo, un giorno.
Sogni accartocciati, altri in costruzione; e passioni, emozioni, il grigio dell'incertezza, il verde della speranza e tutto quello che racchiudono due occhi stanchi, sottolineati da un filo di matita nera e colorati da sussulti e incertezze.
Tutto questo in un disegno ancora più grande,
che vi posso presentare come Clementine Kruczynski del Pinole Valley High School.
Ma questo è solo l' involucro.
I colori, sono dentro.

Alla fine l'ho reso privato.
Perchè? La risposta vera, non v'interessa.
Perchè sono pazza, quindi, sarà la risposta ufficiale.
La follia giustifica tutto.
Fa scontare anche pene agli assassini, figuratevi se non giustifica la privatizzazione di un blog.
Volendo, potrei girare per Roma in mutande urlando " liberi tutti,liberi ! ",
Tanto sono pazza. Che colpa ne ho?
[ . non sono una diva. ]
Ragazzi. Della vita non ci abbiamo capito un cazzo! Pensavate che andasse di moda farsi i template con gli emo perchè fa tanto figo - depresso - alternativo? Ebbene no! La nuova moda è un'altra:
Di tutti questi solo una persona mi ha chiesto se poteva, mettendo credits ( e chissà quanta altra roba gira! ).
Eddaje. Ma il fastidio, più che nel pensare che la mia faccia possa essere nel blog di chiunque senza neanche saperlo, è che a nessuno viene in mente che forse non mi fa prorpio piacere. Ora è periodo template, una volta mi ritrovavo negli avatar dei gdr e sui forum. Sono una stella fissa del web? Fatemi capire.
Bah.
P.s= e nel secondo click c'ho anche la trippa post pranzo. yeee XD
shh

*
*
Warohl fa arte ed incanta. e tu? con quegli occhi castani che se non sapessi quanti anni hai direi che stanno guardando tutto per la prima volta.
Roma è fredda e le mani fanno quasi male. e tu? hai labbra calde dove perdersi.
Si parla di immagine, di ipocrisia, di politica, di arte, di colori, di tradimenti . e tu? il tuo sorriso non tradisce.
Per te, oggi, perdo un po' le parole.
Vorrei dirti che è bello che i nostri mondi si siano scontrati, anche se appena;
ma è inutile dirlo perchè in realtà i nostri mondi
sono sempre stati uno solo.
... Un piccolo mondo con i cieli in costruzione ed un terreno troppo grande da tracciare soli.
[ requiem . requiem . requiem . ]
Odio il fatto che ci sia una giornata per ricordare i morti.
Come se gli altri giorni dovessi dimenticarli.
Non capisco proprio. Cos'è, oggi dobbiamo andare a messa (da bravi cristiani), e pregare e gli altri giorni infischiarcene ?
Oppure oggi, perchè lo stato lo ha deciso, ricordare i defunti in modo più intenso?
Puttanate.
L'unica cosa che vale la pena citare oggi, ( con 8 anni di scuola dalle suore alla fine qualcosa in testa ti entra. più o meno.) è una delle poche preghiere dei cattolici che mi piace:
« L'eterno risposo dona a loro o signore. Splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace, amen. »
Fra tutta l'ipocrisia che c'è nella chiesa, in queste parole riesco a trovare qualcosa che si 'salva', perchè c'è qualcosa che che conta, qualcosa di vero, in cui bisogna credere: il loro riposo, in pace.
E così, anche oggi ci ritroviamo a commemorare qualcosa, un'altra data. Un altro numero.
Per lavarci la coscienza;
dimentichiamo le cose più importanti, con qualche cerchio rosso sul calendario ce ne ricordiamo e
fingiamo che ricordando quel giorno tutte le volte che abbiamo dmenticato si cancellino.
Ma alla fine, signori, questa è al società
E ci si deve adeguare, che lo si voglia, o meno.
Forse un giorno, quando la gente aprirà gli occhi, smetterà di andare in chiesa ad inginocchiarsi ad un cristo di legno,
ed inizierà ad amare il prossimo suo come se stesso ( i cattolici ne parlano tanto di questo amore fraterno. ma...) ;
inginocchiandosi davanti al piccolo cristo che sanguina che c'è in ognuno di noi. Composto da ogni nostra ferita. Un cristo che possiamo toccare con mano, non vedere attraverso immagini; a cui possiamo credere avendo questo miracolo di lacrime e sangue davanti, non dentro una fede che spesso neanche si trova.
Forse un giorno, riusciremo a parlare dei morti ricordandoli col sorriso sulle labbra e pregando, a modo nostro (perchè se c'è amore dietro quello che si fa, non sevre sapere la bibbia a memoria o il vangelo per pregare) per il loro riposo eterno. Un riposo eterno non so dove, non so come, non so se per davvero. Ma so che se lo meritano.
P.s= Non sono scema. Mi rendo conto di scrivere Chiesa, Cristo e tutto quello che riguarda l'argomento in minuscola e non con la 'dovuta' maiuscola.
*
So, this is my requiem.
[ We've been through this such a long long time , Just tryin' to kill the pain .But lovers always come and lovers always go; and no one's really sure who's lettin' go today. Walking away ]
Lo avrei preso e portato via.
Quando sorrideva appena con timidezza e mentre mi guardava con quegli occhi che, [ When I look into your eyes I can see a love restrained ] nascono l'universo.
Lui con le mani al cielo avrebbe potuto disegnare arabeschi meravigliosi, inventare e colorare le nuvole.
Perchè Lui ha tutto dentro,
arcobaleni infiniti e luci accese.
Dovrebbe solo imparare a tirarle fuori.
[ I know it's hard to keep an open heart . When even friends seem out to harm you, but if you could heal a broken heart . Wouldn't time be out to charm you ]
So, can I...? [ Or I'll just end up walkin'
In the cold November rain ]
*
Resoconto di halloween:
Ieri sera devasto totale.
Trastevere nel delirio.
Con un paio di ali nere ed un cilindro avrei potuto conquistare il mondo.
Rum e Pera.
Fumo gratis da pischelli mai visti. Ancora Rum e Pera a scrocco da altri.
Ricordo poco. Ricordo Le luci soffuse, ricordo una parrucca rosso fragola non mia, ricordo foto,
ricordo maschere di scream, ricordo piazza Trilussa, ricordo Campo de Fiori e ricordo lui.
Giacomo. Quanto era bello, cazzo. Ricordo uno pseudo Jhonny Depp che ci somigliava pure.
Ricordo che ti avrei voluto con me. Ma tu, non c'eri.
But nothin' lasts forever
Even cold November rain.
*
Infine, a grande richiesta, le foto!

♪ Nuotando nell'aria, Marlene Kuntz