Che favola alzarsi la domenica mattina e sentendo la schiena a pezzi ricordarsi di aver dormito su un materasso per terra
con Vanessa, e sentendosi uno strano sapore in bocca poi, ricordarsi, che con Vanessa accanto è impossibile non fare uno spuntino notturno a base di ricci.
Ok ok non posso lamentarmi...l'ho fatta quasi casdere dal letto (ovvero dal materasso) e le rubavo le coperte, da quanto mi raccontano, quindi non ho voce in capitolo: qualche ricciolo in bocca per qualche calcio. Parità.
Stamattina c'era una puzza di alcol assurda, dall'alito ai vestiti, al pavimento a Diletta
(che ha dormito nel mio letto, per altro, la principessina!), ai ricci di Vanessa ed a tutto quello dove eravamo saltate ballando ubriache..ovvero l'intera stanza.
In effetti sabato sera non siamo state troppo calmine, abbiamo passato la serata a casa di mia sorella, per la quale farei un ip ip urrà (o come diavolo si scrive) in onore dei mitici ravioli, che ancora oggi sogno con tanto di rivoletto di bava.
Lì da mia sorella, dopo la cena, anche se c'era Diletta abbastanza contrariata, ci siamo visti
'Non aprite quella porta' (e non la cagata del remake, ma l'originale).
Era bello, stare lì a fumare bevendo qualche birra, con Diletta rannicchiata ad ogni vista di macchioline liquide e rosse (un goccio od un fiume di sangue per lei era la stessa cosa), e con la povera Vanessa che veniva stritolata ad ogni scena cruenta.
Io stavo lì, seduta nel mio angolino a gustarmi birra guardando un omino non troppo simpatico che rincorreva la gente con la motosega;
pensando un po' al film, ed un po' anche ad altro.
Alla fine siamo tornate a casa, dopo aver visto anche 'Balle spaziali' una demenziale presa per il culo di guerre stellari, e subito ci siamo buttate sui super alcolici.
Da brave alcoliste ci attacchiamo al Rum, che doveva essere accompagnato dalla pera, ma che poi non è stato accompagnato da nulla inquanto facesse schifo e quindi lasciato solo soletto nella sua bottiglietta di vetro. Quel Rum, cazzo, sapeva di alcol rosso per lavare i vetri.
Così, un po' tristi ed un po' bisognose di alcol, versione zombie in cerca di carne umana, ci siamo messe alla caccia di altri alcolici per casa e...
tadààn sakè ( e anche qui ci sarà l'erroraccio nel nome ) e fragolino.
Riassumendo poi in breve il resto della serata bastano poche parole:
prozac+, daft punk, in mutande a ballare, cartoni animati, risate.
Tipica seratina casalinga da adolescenti che rifiutano il mondo della lucidità per quello dell'incoscienza,
e alla fine chissenefregaperchèèeanchebellocosì.
Ma in tutta questa bella favola, il problema è uno principalmente: a casa mia una bottiglia di fragolino comprata ieri da mio padre è sparita dal frigo
per finire, vuota, sietro un mobile della mia stanza.
Ohibò, chissà come è successo.
E soprattutto Ohibò, e mo che cazzo mi invento?!
*
Qui sotto riporto una poesia per una persona che dovete scoprire. Il grassottelo vi darà degli indizi.
Perchè mi guardi così? Che orrore sentire la tua rabbia mista al tuo odio in ogni sguardo.
Sento ti sento distante, anche quando sei così vicino, a causa della tua freddezza.
Tu che laceri i cuori, distruggi le anime:
e mentre lo fai sogghigni.
Piccolo P., non vorrai mica spezzare il cuore anche a me, vero?
Io che ti ho sempre stimato, io che ho sempre pronunciato il tuo nome con fierezza nonostante le smorfie di dissenso degli altri.
Ti prego, ricordati quando ci siamo incontrati: tu eri nel tuo inferno, ed io che ero innamorata già dal primo spillo.
Ed ora dite la verità! lo conoscevate? Avevate indovinato? Chi pensavate che fosse? Comunque lui è Pinhead dal film Hellrayser ed io lo amo.
... 
Nonostante le mie sfuriate,
la mia malinconia, la mia insoddisfazione.
Nonostante le lacrime, la malsana voglia di morire;
nonostante quei temporali che sembrano infiniti
e con tanti fulmini da far avere davvero paura,
da avere davvero troppi segreti soffocati dentro quasi da sentirsi esplodere...
nonostante questo resta che, dopo ogni temporale, dietro ogni nuvola,
c'è sempre il sole.
E gli arocobaleni?
Grazie a te per riuscire sempre a dipingerne di bellissimi, e non solo dopo le tempeste, sul nostro cielo.
Alla fine le acque si sono calmate,
i giornali hanno detto le cose al contrario, si sono corretti e disdetti
innumerevoli volte ed un po' dovevo aspettarmelo.
*
Io ho un silenzio dentro, che graffia tutte le tue parole.
In comune c'è che il silenzio è inutile di solito, ma il mio è pieno di parole che non sai sentire,
e le parole, invece, di solito sono utili, ma le tue sono inutili perchè sono vuote come i silenzi.
*
Ed ho bisogno di parlare con qualcuno che sappia far mettere in discussionela mia intelligenza.
E anche la mia adolescenza si è tinta dei colori delle idee nostalgiche e rivoluzionarie da sessantottina inside. ahaha, scheeeerzo.
No, fondamentalmente la questione è:
la nostra scuola, I liceo artistico "Ripetta", appunto a via Ripetta (parallela di via Del Corso per chi non conoscesse Roma, quindi pieno centro.)
FA CAGARE.
Oltre a mille problemi, che va beh ci sono un po' in tutte le scuole ( dagli insegnanti come persone all'insegnamento in se, dalle rarissime visite culturali -se non inesistenti, all'organizzazione di merda);
la preside, prima ci da il permesso di fare una coogestione ( e badate bene che è diversa dall'autogestione e dall'occupazione, e infatti la cara nanetta dovrebbe ringraziare Dio che non ci siamo imposti per fare una delle due, dato che in quasi tutte
le scuole di Roma sono fatte ogni anno ), poi dopo averci dato il permesso, facendoci preparare un programma ben studiato da fare per una settimana -una settimana alternativa dove avevamo pensato di fare visite guidate, disegnare all'aperto, vedere film in inglese e mille altre idee, sì alternative alle classiche ore di lezione, ma comunque in collaborazione con i prof e sempre istruttive...alla fine il giorno della teorica coogestione la carissima ci ripensa e noi la prendiamo al culo, e scusate il francesismo.
Ma alla fine sti cazzi della settimana dello studente, coogestione e simili.
E' solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, questa.
Così, oggi, ho fatto la mia piccola parte rimanendo tutto il giorno sotto scuola insieme agli altri, cercando di far capire che qualcosa non va e che qualcos'altro deve cambiare.
Problema? Il solito gruppetto di fomentati ha dovuto esagerare, e detta in breve
hanno cercato di occupare, e dopo 6 ore di tentativi ce l'hanno fatta, sono entrati.
Il tempo di entrare che due minuti dopo erano già stati buttati fuori, a calci in culo da
guardie in borghese. Ma mia bella preside, se non volevi far occupare, non bastava mettere 7 guardie in divisa davanti il portone invece che dentro in borghese?
Eh no pechè sennò non è abbastanza da stronzi.
Ho visto ammanettare due ragazzi ed essere strattonati come fossero bestie perchè cercavano di occupare la scuola;
non giustifico quello che hanno fatto, so che è illegale e anche un po' stupido magari ma...
guardie schifosamente 30enni e anche più grandi a malmenare un ragazzino che vuole occupare, senza armi nè niente, come fosse un assassino? Ma che dico, quelle guardie cagasotto non avrebbero mai malmenato un assassino...giusto con i diciassettenni, cristo.
Dopo poco l'ammanettamento un alunno chiede ad un poliziotto dove portassero quelli che avevano preso, e lui gli risponde in malomodo,
e quando il ragazzo ribatte ''ma questo non è un paese libero?'' la guardia lo prende per la giacca, facendolo giustamente ribellare; ma non fa in tempo che arrivano altre due guardie a strattonarlo per portarlo IN QUESTURA.
Perchè? Per aver fatto una domanda, o forse per aver detto che siamo un paese libero.Non so.
Ripeto, non giustifico l'occupazione conoscendone anche l'illegalità,
ma non giustifico anche l'abuso di potere.
Gente presa a calci perchè chiedeva dove portavano il fratello,
gente ammanettata quasi fossero serial killer e strattonata ovunque..uno schifo.
Non contando il fatto che ci hanno cacciato da sotto scuola ( luogo pubblico ) dicendo che se non ce ne andavamo sbattevano tutti dentro;
anche se stavo lì a leggere o a parlare tranquillamente.
Ma io, zitta non ci sto,
dopo tutta questa valanga di merda - e non trovo definizione migliore,
siamo andati in gruppo alla redazione del Corriere della sera,
a raccontare i fatti (domani o dopodomani dovrebbe uscire l'articolo, non so se solo nella cronaca di roma o cosa, però.).
sia i problemi con la scuola ( che la preside crede ci inventiamo? una scuola non ha meglio da fare che passare una giornata
a scioperare e inventarsi problemi? se non vogliamo andare a scuola andiamo al pincio o ce ne restiamo a casa.)
sia l'esagerata voglia di fare casino da parte di alcuni,
sia lo svolgersi degli eventi,
sia il bel trattamento da parte delle guardie.

EH SI,
NOI VOGLIAMO TANTO BENE ALLA POLIZIA ITALIANA.
Forse avere una divisa e un distintivo pensano sia essere potenti,
forse prendersela con un ragazzino in modo esagerato li fa stare meglio,
forse sono frustrati dalla loro mancanza di vita sessuale,
forse i veri criminali non sono una buona valvola di sfogo e preferiscono i ragazzini che giocano ai ribelli -chissà perchè,
forse sono io che non ci ho capito niente, eh..
o forse è solo lo stato che va a rotoli e la gente con lui.
ps: rotoli? si proprio rotoli di carta igenica. che merda..
Siamo sempre alla ricerca di una vetta.
Scaliamo montagne dove ci insanguiniamo le mani, ci graffiamo la pelle, piangiamo, ci fermiamo qualche istante a metà strada, cadiamo all'indietro e ripercorriamo la stessa strada di nuovo.
E una volta raggiunta la vetta, l'apice dei nostri desideri, tutto quello per cui avevamo lottato?
Restiamo lì, qualche istante in muta contemplazione del paesaggio, ricordando la lotta per conquistare quella posizione.
Ma solo qualche istante o poco più. Poi siamo stufi, e riscendiamo. In cerca di una nuova vetta da scalare.
E tutto si ripete.
Ma che senso ha?
Febbraio inardisce un po' i sensi.
Le labbra sono scrpolate e la lingua secca.
L'abitudine uccide chiunque, amore mio, chiunque. E' forse per questo, che c'è stato bisogno di piangerci un po' addosso. Un po' per te, un po' per me. Ed un po' anche per noi, inseme. Le lacrime per quanto dolorose sono un buon feritilizzante per le anime, e sono servite, così che Febbraio non mi facesse sprofindare nel suo grigio che riesce a far scivolare via di dosso anche la malinconia.
Io non so cosa sia successo, quale strana alchimia di emozioni ci ha reso dall'oggi al domani quello che siamo diventati.
E' stato come un lampo di luce improvviso. Anzi, il lampo di luce c'è sempre stato, ma si sa: un'esagerata luminosità provoca un abbaglio, o comunque fa perdere la profondità alle cose.
Prendi il sole quando sfiora lo zenit. Ogni singola cosa perde la sua ombra, e con l'ombra anche parte del volume e dei particolari. Vuoi mettere, amore mio, un sole a picco con una giornata di pioggia?
Un pittore ci metterebbe poco a rispondere, lui sa bene che i colori migliori, le luci migliori,
le forme migliori si hanno solo con un cielo plumbeo; e mai con un caldo mezzogiorno dove la luce sovrasta tutto.
Tutto questo per dirti che sul nostro amore c'è stato da subito un fascio di luce troppo abbagliante e netto per permerterci di captare le cose più piccole e più belle. Ed è servita una tempesta, per farci trovare le luci perfette,
tutte le luci che si accavallano, s'intrecciano e scivolano sulle pareti della nostra storia.

♪ Nuotando nell'aria, Marlene Kuntz