( venerdì, 23 marzo 2007; 20:54 )

Ho chiuso e riaperto questo blog e quasi lo cancellavo, ma non l'ho fatto perchè io; anche se qui solo in pixel, valgo più di chiunque altro. Almeno per me.

Per motivi personali l'ultimo post viene cancellato e sostituito da questo. Lascio i commenti di chi lo veva letto. Ho qualche news da darvi cari bloggers curiosi.

# Domani esame patentino. Se mi bocciano mi compro un triciclo e risolvo ogni mio problema.
# Ieri sera ho preso una sbronza assurda e se non ci fosse stato gianlucamuffin a sorreggermi sarei finita sotto la prima macchina.
# Ho mal di denti e di gengive a causa dell'apparecchio. Vorrei amputarmi un pezzo di bocca.
# Tutte le amiche di mia sorella Desiree sono convinte io sia una piccola scrittrice-fotografa pazza, piena di talento e con strane deviazioni mentali. Ed in effetti qualcosa di vero c'è ( più che altro le deviazioni mentali...).
# Mi hanno contattato per fare una mostra fotografica.
#
http://news.deviantart.com/article/27431/ <- cliccate. E vaffanculo a chi mi diceva che non sapevo scattare e che non sarei mai andata da nessuna parte. Vedremo.
# Pasqua: se il mio ''uomo'' se ne va in trentino io me ne vado a fare l'eremita da Donaz e la fattona da Diletta.
Cari saluti e cioccolatini per tutti.
# Mi è arrivata una lettera a casa; la lettera più bella che mi abbiano mai scritto. Solo un Grazie.
# Se mi bocciano vado a lavare i cessi a Stazione Tiburtina, o yeah!!
# Ho sfasciato il pianoforte di un jazzista che manco conoscevo o_o Gli ho tirato un calcio ed adesso il Sol invece di suonare come un Sol sembra una mucca con i crampi.

...E se me ne vengono in mente altre, vi aggiorno ; )


.Violet.; ; commenti (28)?

 


( domenica, 18 marzo 2007; 20:42 )

Solitamente quando non trovo le parole per descrivere qualcosa, come un sentimento,
mi è solito dire che perdo le parole. Chissà quante volte l'ho scritto: perdo le parole.
Ma questa volta le parole non le perdo.
Le parole non ci sono, le parole spariscono, si annientano, vengono devastate.
C'è una devastazione totale di ogni modo possibile per descrivere questo sentimento.
Potrei fare un dipinto. Ma mi ritroverei a fissare la tela bianca per l'eternità
senza riuscire neanche a scegliere il colore dove intingere il pennello per iniziare.
E' così complicato, che non riesco neanche a scrivere quanto lo sia. Scrivo e cancello e riscrivo e ricancello perchè davvero: le parole si annientano, si devastano, muoiono.
Si piegano e scompaiono davanti a tutto ciò.
Persino fare il caffè, con te che mi abbracci dietro, diventa devastante.
Cercare il tuo sguardo, il disegnarsi del tuo sorriso, l'intensità dei tuoi sguardi. Tutto totalmente Devastante.
Sei una palla da bowling nello stomaco, una tenaglia al cuore, un occhio nero,
dei graffi sulla schiena, degli aghi nel cervello, una carezza sulla nuca, un bacio sulla punta del naso ed altre mille belle, bellissime, frasi e parole -completamente inutili. E totalmente devastate.

E così anche questo misero tentativo di descrivere quello che accade dentro me, è inutile.
 
Neanche il fievole tremare di un labbro,
o un silenzioso pianto sarebbero così poetici,
così devastanti e devastati dalle emozioni,
da descrivere questo oceano in tempesta che è il mio amore.


.Violet.; ; commenti (10)?

 


( lunedì, 05 marzo 2007; 17:46 )

Che bellezza andare a scuola, con la convinzione che andrà tutto a rotoli;
per poi illudersi per due ore che così non sarà perchè "si dai si aggiusterà tutto", fino alla solita, immancabile, telefonata della mamamma-incazzata.
Ebbene sì, e anche questa cazzata scolastica è stata sgamata.
Ed ora?
Ora senza spiegarvi nei dettagli ciò che è successo -sia mai mia madre trovasse il blog!
sappiate solo che non so se domani vedrò l'alba, ed  ho anche una latitante in casa.
Ahhh. Le fughe, le fughe!(e..le fighe >_>)


P.s: voi le sentite le persone a scacchi al telefono quando non prende bene?


*

Eravamo sole, fumavamo le nostre ultime sigarette sedute sugli scalini trasteverini. L'alcol ormai iniziava a farsi sentire, mentre con le mani fingevo di dipingere un quadro immaginario. F. continuava a ripetermi di quanto l'idea di scappare non fosse poi così un'utopia: parrucchiera o estetista evasa di casa per litigi pesanti con la madre. Mhh. Beh si, avrebbe fatto strada. Era una cosa scenica, ma avrebbe dovuto aggiungere che suo padre la frustava e sua madre batteva con la cocaina nella borsa. Tanto ormai per fare scena e compassione hanno tutti la stessa storia, cambiando qualche nome e grado di parentela o tipo di droga. Insomma, secondo le storie che si sentono ingiro, tutti hanno genitori cocainomani o che li picchiano con fruste. Ma tornando a noi, quella sera stessa, fra vino, sigarette, fughe e tutte le tipiche cose che solo a sedici anni puoi pensare (e soprattutto fare) veramente. Perse nelle stradine di Roma, erano ormai le due passate quando loro, più ubriachi di noi, si sono avvicinati. Ed era forse il vino, forse la loro stessa voglia di dire, di fare e di cambiare che avevamo noi ( e non solo parole come tutti gli altri) che ci portò a voler conoscerli. E così abbiamo conosciuto G. ed M, i due fratelli. Hanno gli occhi azzurri come un pezzetto di cielo limpido, ed anche se questa è una similitudine banale, è l'unica che gli si addice veramente. Chissà se il cielo, è davvero infinito come si dice. Soprattutto i cieli della Sardegna.(?) -e altro da aggiungere non c'è.


.Violet.; ; commenti (15)?

 




;

Lucrezia, diciotto anni, roma, foto, tinte per capelli dai colori più assurdi, il colore viola, tatuaggi, tante storie da raccontare, un po' di sogni qualche delusione e un cuore difettoso.

altri angoli del web dove puoi trovarla:
deviantart; myspace; carbonmade;

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Nuotando nell'aria, Marlene Kuntz