Sapete, cari lettori e piccoli spioni del mio blog.
In realtà non sono scomparsa nel nulla, nè non sono stata rapita da alieni verdi fluorescenti e bavosi ( nonostante fosse
una prospettiva allettante ) è che in questo periodo si accavallano talmente tante cose,
talmente tanti avvenimenti ed emozioni che non riesco a ordinare quattro pensieri in fila per renderli parole;
o meglio pixel.
Ci sono delle cose che vanno, e vanno bene...eppue ora che mi ritrovo a scirvere sembra che le cose che vanno bene non vogliano emergere nelle mie righe perchè ci sono le cose che non vanno -e non vanno prorpio, che hanno il monopolio della mia testa. E in più la scuola è un caso tabù, meno ne parlo e meglio sto quindi state alla larga da domande riguardanti l'argomento.
E' anche un periodaccio a livello di nervi, li ho talmente fragili che riesco ad arrivare a pianti isterici per un cappuccino zuccherato un po' troppo
e questo non è il top della serenità.
Altro? E' maggio duemilasette. E anche questro è di per se un capitolo intero.
O forse un rewind, non so come spiegarmi a dire il vero.
E' come svegliarsi un giorno e capire che cazzo , è passato un anno.
Da cosa? Da tutto. Da una vita che era la mia ed ora quasi non ricordo più com'era.
E se ogni tanto prima mi capitava di imbattermi in qualche ricordo lasciato indietro senza aver mai avuto il coraggio di eliminarlo, adesso nei ricordi ci sono così dentro che li rendo vivi.
Questo mio periodo, è un continuo stringere i denti ad ogni fallimento con la comprensione che non è poi così semplice farlo,
è un costante curare i piccoli taglietti sui cuori degli altri quando sono la prima a ritrovarmi con cicatrici - che in realtà cicatrizzate non sono,
continuando a fallire ogni giorno per poi imparare e cambiare ogni notte.
infine. Ti vorrei solo ricordare
quanto erano belli i colori visti da lì.
un lì che non è qui.
paroleparoleparole.
zag.
zag.
zag.
*
Infine.

Io lo amo, e voi? Come fare a non amarlo. Cazzo!

♪ Nuotando nell'aria, Marlene Kuntz