( domenica, 17 giugno 2007; 23:55 )

Salve cari bloggers.
La scuola è finita ed io ho un immensa voglia di scrivervi un po' di cavoli miei qui e tralasciare poesie e pensieri filosoficiih.
Sono TROPPO felice che sia finita l'agonia, addio cari professori rompicoglioni, addio banchi da disegno che neanche si alzano come dovrebbero per disegnarci sopra,
addio falsi alternativi da liceo artistico, addio campanella della prima ora, bidelli rompicoglioni, ADDIO! (Anche se in realtà è solo un arrivederci).
Che dire...l'anno lo passo col calcio in culo (e scusate il francesismo) pure questa volta; magari è il caso che da settembre mi metta a studiare davvero e smetterla di campare di rendita. Ma tanto dicevo così anche l'anno scorso, quindi il futuro come lavacessi alla stazione Tiburtina è sempre più vicino!Ahaha.
Ma tralasciando la tragica situazione scolastica, passiamo ad altro.
La fotografia. Allora...sembra proprio che la sfiga mi perseguiti. Sandra Milo mi aveva chiesto di farle una serie di foto per Diva&Donna (la rivista), così sono andata a prendere un caffè col suo fotografo ufficiale e sembrava tutto ok fin quando...
quello stronzo del suo fotografo ha fatto il furbo: ha preso delle vecchie foto della Milo, poi conoscendola da una vita ha scritto
una specie di pagina di diario da pubblicare a nome suo; ha portato il tutto alla rivista e si è tenuto tutti i soldi dell'articolo. Ma proprio ora che entravo ''in scena'' io doveva fa lo stronzo questo?!
Ahhh la sfiga.
Però...e c'è un PERO' la fotografia mi sta dando grandi soddisfazioni ultimamente, mi vedo migliorata e sul web mi conoscono in molti e questo è già tanto.  (E per fare la figa lascio qui sotto anche la mia ultima creazione!Ecco!)

 


screamed at the sky by *Bimba-in-nero on deviantART

Saltando da un argomento ad un altro... LE MIE VACANZE!
ROMA-CIRCEO-BARCELLONA-LONDON e forse TORINO. Atuttabirraaaaa. Si insomma, non intendo annoiarmi neanche un attimo,
e infatti come inizio anche qui in città non c'è da lamentarsi. Passo le giornate con gli amici a ridere, la sera esco e mi ubriaco
e non mi importa niente se sono stonata, canto comunque alle 3 di notte tornando a casa e ridendo fino ad avere le rughette ai lati delle labbra.
Perchè va da Dio in questop periodo, va davvero da DIO.
Ieri ho dormito dal mio ragazzo - muffin insieme  a Ludo. Dopo esserci bevute una birra rossa doppio malto che quasi mi uccideva ed
un rum e pera, e doopo aver cantato e ballato sul pianerottolo ci siamo messi a guardare i Griffin.
In realtà mi girava tutto e ridevo anche solo per uno che si grattava un braccio...ma questi sono dettagli.
Il resto della serata lo tralascio perchè non mi pare carino fare come certa gente che descrive sul blog cose un tantino intime magari pure con i dettagli
molto alla MELLISSA P., vi dico solo che sembra quasi io sia decisa a far finire il mio nome su uno di quei libri che vanno a ruba versione
" Diario di una madre adolescente ". Il che non è bello neanche un po'.
Andando avaaaanti. Oggi pomeriggio io e il mio amor abbiamo suonato i Muse insieme. Io con una pianoletta dove un mio ditino sembrava enorme confrontato
ai tasti un millimetro x un millimetro. Però alla fine ce l'ho fatta. Apriremo un gruppo chiamato '' Pan di Muffin '' (incrocio fra pan di stelle -io, e muffin -lui)
e conquisteremo il mondo! Ok basta.
Altro? Oh si tantissimo altro ma in realtà ho le idee sconnesse e non mi va più di scrivere, quindi vi lascio qualche foto stupida fatta con il mio fiTanzatinohhh (come dice la mia mamma).

CLIKKARE SUGLI ASTERISCHI!

* muffin che dorme  

* io e muffino 

io stupida e muffin che sembra un ciccione  

* sorrisini fattoni 

*  molto :D :D

lui in realtà ama la mia spalla ed io lo so   

* dolcynihh   

*  ancora swety  

* di nuovo stupiTi   

* sono un po' brusca ahahaha   

* io rido e lui boh   

* lo lecco o_o

       


.Violet.; ; commenti (32)?

 


( mercoledì, 13 giugno 2007; 09:08 )

C'è il mio cuore che batte. E fin qui è normale: sono viva.
Ma ci sono momenti in cui io non lo sento battere. Sento un groviglio nello stomaco e poi subito non lo sento più.
Sento la testa che funziona ma funziona male e tutto il mio corpo che inizia a decomporsi perchè il cuore non batte.
Ma poi succede che arrivi. Arrivi sempre, ad un certo punto.
E' solo quando arrivi che il mio cuore decide di riprendere i suoi battiti, nel mio stomaco i grovigli diventano nuvole e tutto riprende normalmente a funzionare. Sei una droga pesante ed io dipendo pesantemente da te; dal tuo collo che profuma di biscotti, dai tuoi baci e le tue mani e i tuoi sorrisi.
La dipendenza è strana. E' distruttiva. Non è come quando hai quattordici anni e lui ti piace tanto e non vedi l'ora di rivederlo.
Non è un fatto di quanto mi piaci e forse neanche di quanto io ti ti possa amare.
E' tutto nascosto dietro la necessità. Io necessito di te come delle scarpe, dell'acqua, del caffè alla mattina, dell'ossigeno. Ed è così importante e necessario per me avere la tua mano nella mia,
il tuo sorriso per i miei occhi, che senza non mi posso dire viva. Il mio cuore non batte.

Mi sento inghiottita dalle mie emozioni,
dal mio bisogno, dal mio cercare di scrivere per te e poi perdere le parole giuste e doverne usare altre che a volte temo sminuiscano il sentimento.
Ti ho incontrato ed avevo deciso di amarti da quel primo caffè,
e infondo sapevo che avremmo vissuto ancora tante cose insieme.
Le piogge, Firenze, Andy Warhol, le foto, le canzoni, il percorso Via Ripetta - Via Cassia, i nostri ''figli'', e tutte quelle cose che ci fanno stare bene e ci riempiono gli occhi ed il cuore.
Sai, ogni tanto ho paura di perderti,
ma poi mi ricordo che non è possibile farlo perchè siamo eterni.
E quindi lo saremo sempre.

                                  - Necessità è ciò che è necessario, da cui non si può prescindere, che è indispensabile, che rende possibile una determinata condizione.


.Violet.; ; commenti (11)?

 


( domenica, 03 giugno 2007; 14:51 )

Che brutti scherzi  gioca la memoria.
Ormai il tempo passa così veloce che non faccio in tempo a voltarmi all'indietro per vedere cosa c'è che
non c'è più niente. Solo ammassi sfocati di emozioni.
Allora non ho tempo di curarmi di quello che c'è dietro, perchè devo correre avanti, e devo correre infretta, per non perdere chissà dove la mia vita.
Però capita. Non so come, ma capita.
Capita che è il 28 maggio ed ormai è quasi passato un anno. E capita che il 28 maggio ti metti le cuffie enormi per sentire la musica, quelle cuffie in cui  adori perderti mentre torni da scuola e hai voglia di sentire solo la stessa canzone col repeat per tutto il viaggio di ritorno.
Ed è così che capita che un'altra canzone; quella che eviti sempre e fai finta di non vedere nella lista del tuo i-pod, decide di partire
e tu non puoi fare a meno di ascoltarla sentendo un nodo nella gola che sembra volerti soffocare, ritrovandoti con tutti quegli ammassi di ricordi
che credevi sfocati, più vivi che mai, pronti a colpirti lì, fra lo stomaco ed il cuore e la gola e la testa e tutto quello che puo' ristringersi, scoppiare,
pulsare, impazzire.

La cosa che più mi faceva rabbia, negli ultimi mesi, è che avevo perso anche le lacrime.
Si erano rassegnate anche loro; si era rassegnata la mia testa che non metteva più a fuoco i suoi occhi,
si era rassegnato il mio stomaco che non si svuotava più al suo ricordo.
Pensavo di essere diventata talmente triste per lui,
da aver raggiunto uno stato di insensibilità.
Ma è proprio quando capita per caso, quando ti ritrovi piccola piccola su un autobus a trattenere le lacrime e a ricordarti in silenzio
cos'è il dolore,
cos'è la morte - e come non la capisci;
è proprio allora che hai la certezza matematica che non c'è tempo che distruggerà lui, i suoi occhi d'acqua dolce, le sue mani fredde, il suo sorriso caldo.
Quasi un anno fa, con lui se n'era andata l'estate, il profumo dei fiori aveva smessi di esistere, la pioggia era solo pioggia e non più qualcosa di magico, le albe erano solo giorni da affrontare e i tramonti un inutile anticipo alla notte.
Ad agosto 2006 l'inverno era arrivato in anticipo, durando anche troppo, dopo.
E' stato  un inverno duro, un inverno di mutamenti, di sfioramenti di abissi insospettabili, di rinascite, di piccole lotte nell'anima.


Ma adesso è finito;
adesso è primavera.


Lasciami riuscire a vivere questo tuo ricordo
come i campi di tulipani che stanno fiorendo,
come le cicale d'estate che cantano la bella stagione,
come passeggiate infinite sulla riva del mare,
come canti delle sirene sognati una notte mentre la brezza lascia residui di sale sulla pelle,
come se questo dolore sia finito, andato, perso;
lasciando i suoi segni, i suoi solchi, i suoi insegnamenti,
ma aprendo anche una strada nuova, su questo squarcio che è il mio cuore,
nella convinzione che dopo un'inverno così ci puo' essere solo una primavera meravigliosa.
Perchè il dolore è riuscito a diventare una cosa a se,
uccidendosi e sgretolandosi su se stesso.


 - adesso io sono in equilibrio perchè si dice che un corpo è in equilibrio
 quando le somme di tutte le forze, agenti su di esso, sono pari a zero.

             dolore e dolore si uccidono e si annullano.


.Violet.; ; commenti (12)?

 




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Lucrezia, diciotto anni, roma, foto, tinte per capelli dai colori più assurdi, il colore viola, tatuaggi, tante storie da raccontare, un po' di sogni qualche delusione e un cuore difettoso.

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deviantart; myspace; carbonmade;

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Nuotando nell'aria, Marlene Kuntz