E' il venticinque dicembre ed ho una nikon d 200 che sognavo da non so quanto, quasi mi fa paura toccarla.
E' il venticinque dicembre e sarà l'ultimo con nonna, che se ne sta andando piano piano ed io ho dei momenti di tistezza dentro così grandi che qualche riga su un inutile blog non potrà mai spiegarli.
E' il venticinque dicembre e dopodomani sono a Londra e sarà un viaggio speciale; ma di questo parlerò al mio ritorno.
Ho una marea di cugini e zii che girano per la casa, parliamo di tutto ed ogni tanto ci ratristiamo un po' perchè nonna ha passato la vigilia in ospedale e non si poteva fare altrimenti;
ma poi sorridiamo e decidiamo di cambiare argomento e sembra quasi sia tutto come sempre, come tutti gli anni, con miliardi di pacchetti da scartare e ancora qualcuno che si deve travestire da Babbo Natale perchè mio fratello a dodici anni ha smesso i crederci da un bel po' ma c'è una nipotina di 7 che ancora si emoziona.
Ci sono stati miliardi di sms di auguri anche da sconosciuti, molti dei quali inutili, altri inaspettati e sorprendenti.
Ci sono dei progetti grandi grandi che sembrano iniziare ad andare in porto, ci sono dei sogni che non si spengono nonostante ci sia poco ancora da sognare,
ci sono persone speciali che rendono questo Natale comunque bello, nonostante tutto il male che c'è.
E poi un po' sono felice, mentre cucino crepes con la nutella e le distribuisco ai miei cugini e fratelli,
mentre di là i maschi giocano alla play e le ragazze della famiglia invece si provano le magliette appena scartate.
Ogni tanto vorrei fosse sempre Natale,
che fossimo sempre tutti così felici, che nessuno se ne andasse mai.
( Avrei voluto che fossi rimasto )
E' l'una di notte e siamo io e qualcun altro a non dormire, a guardare questo video, a piangerci addosso anche se per storie diverse, chiuse in modo diverso, vissute in modo diverso.
E' strano come dopo una giornata dove sembrava che niente potesse abbatterti,
con un solo click su youtube ti si possa contorcere lo stomaco.
Mi viene un po' da ridere al pensare a tutti quei blablabla di cui mi avevi riempito la testa, perchè se c'è una cosa che so per certo è che io ci sono sempre stata. Ogni volta che qualcosa nella tua vita andava male, ogni volta che ti vedevo triste ero lì a cercare di aggiustare le cose anche se poi magari non potevo riuscirci. E quando invece a me le cose andavano male, tu non capivi e ti giravi dall'altra parte. Finivo quasi sempre a ricucirmele da sola le mie ferite, ma non era un problema; facevo spallucce e ti accettavo così, anche se quando avevo bisogno non c'eri. Ti amavo.
Ma quel che è peggio è che hai distrutto un anno così, perchè avevi giurato che saresti rimasto comunque, che non te ne saresti andato come se n'è andato chiunque.
Ma sapete cosa c'è? C'è Londra che mi aspetta per capodanno,
ci sono i miei amici fantastici, i sabati sera passati a rincorrere l'alba, ci stanno i sogni chiusi nel cassetto di cui ho finalmente trovato la chiave, ci sta un lui verdino , le stelle, la fotografia, i foglietti di carta con qualche pensiero scarabocchiato in piena notte.
E ci sono anche cose davvero tristi, più grandi di me e dei miei pochi anni, che ancora non so come prendere, ma che comunque mi stanno facendo diventare così bella e forte che quasi stento a riconoscermi.
Questa non è la felicità,
però questa sono io.
E mi vado bene così (e maledetto tu che volevi farmi credere di non andare bene).
Quando vuoi fammi sapere che sapore ha la vita senza stelle che si prendono fra le dita,
senza canticchiare filastrocche da ubriachi e registrarle sul cellulare;
senza i miei strani soprannomi, i miei sorrisi enormi, gli occhi grandi, le canzoni che nascondono i segreti, le cenette preparate con amore, sia al Circeo sia a Londra quando avevi la febbre,
le foto per ricordare ogni momento,
e l'odore di nuvole e frumento.
Perchè io queste cose le ho ancora,
perchè sono mie.
Tu, le hai perse
e lo hai fatto per sempre.
E' stato bello, vedere mia madre uscire dalla porta dell'ufficio del Primario dell'ospedale Gemelli di Roma; vederla entrare nella stanza di nonna per dire che ancora non si sa niente, che si saprà dopo la tac cos'è che ha.
Allora ho tirato un sospiro di sollievo, rimanendo seduta su una sediolina bianca nella stanzetta numero 9 / 10 del nono piano di quell'ospedale, guardando mia nonna dicendole con un sorriso che andrà tutto bene.
Fa strano aspettare mia zia per darci ''il cambio'' con le visite e intanto scendere per andare a comprare un po' d'acqua fresca al bar da portare su; perchè è stato proprio nel momento in cui stavamo per svoltare l'angolo e scendere le scale, che mamma dice che non aveva il coraggio di dirglielo, a nonna, che il dottore ha detto che sei mesi nella condizione in cui è sono anche troppi, che quelle macchioline nel pancreas sono un tumore che se la sta divorando.
Ci vuole coraggio, a risalire con la bottiglietta d'acqua e fare finta di niente, mentre lei ti abbraccia e ti dice che si sente morire e che lo sa, che non mi vedrà crescere, mentre a me si riempiono gli occhi di lacrime e cerco lo sguardo di mamma.
Ci vuole coraggio anche nel sorriderle comunque, dirle di non dire sciocchezze, per poi vedere arrivare zia, andare via, e parlare di altro come se nulla fosse.
Mio nonno se n'è andato che io non capivo neanche bene cosa significasse morire, ma ora è strano pensare così, a quella casa del mare dove i nonni tenevano noi mille nipoti che correvamo con le biciclette e ci sbucciavamo le ginocchia, per poi restare a sentire le poesie di nonno o a mangiare a tavola tutti insieme; ed è difficile realizzare che se nonno non era mai morto perchè viveva in nonna, ora se ne andrà tutto per sempre.
Forse questo post non dovevo scriverlo,
ma non potevo tenere tutto ciò per me.
Oh-o. Ci ho parlato...

E' abbastanza chiaro il messaggio?
E' un periodo abbastanza strano,
si alternano pezzetti di felicità a scosse di tristezza;
non fai intempo a convincerti di stare bene che arriva quella pugnalata al cuore che ti fa ricordare che non bisogna mai sperarci troppo, nella felicità.
Sto buttando un po' troppo via il mio orgoglio, mi sto facendo calpestare e forse è il caso di rialzarsi. C'è gente speciale come una cugina mancata che non vedo da troppo tempo, ma con cui non smetto mai di fare progetti, che mi ricorda che sono importante e più di certa gente che neanche si puo' definire tanto fumo e niente arrosto. Manco il fumo, c'è.
Mi sto buttando via, certe volte me ne convinco. E poi accendo il compueter e mi ritrovo miliardi di persone senza volto che mi commentano dicendomi che sono speciale e bella ed importante, e mi domando perchè certe volte solo attraverso un monitor riesco a dipingermi così bella e reale. Ma poi, come sono davvero, capita che me ne dimentichi anche io.
A scuola ho dei bei voti in quasi tutte le materie e questo è qualcosa di abbastanza insolito, io che sono miss ''anchequestannosalvatoconilcalcionelsedere'' sembra che abbia deciso di non aprirmi il culo a metà maggio ma di lavorare dall'inizio. Ma tanto mollerò, lo so, è troppo bella per rimanere stabile questa situazione.
Apparte la scuola, su cui c'è poco da dire dato che vegeto su un banco per sei ore una delle quali dormo regolarmente, ribadisco che sembra davvero che non possa dire quando le cose mi vanno bene, perchè se lo dico è la fine.
Devo avere il malocchio, dio mio!
Ok, questo post è un vero delirio. E' mezzanotte e quarantacinque e domani mi invento una scusa perchè ascuola non ci voglio andare,
sono triste perchè si e oggi avevo talmente mal di gola che non sono andata a pattinare e ciò ha comportato una grave conseguenza:
non l'ho visto. Ma chi? vi domanderete.
Non ho visto Verdino. E lo chiamo verdino perchè è un nome che fa ridere e mi sono stufata di quelle che danno soprannomi ai loro amori segreti come "Principe" o "Occhi di Ghiaccio" etc. Verdino è un nome stupido,
ma è lui. E' così...verde.
Si, continuo a ripeterlo, questo post è un delirio. Ma mi sto divertendo a scriverlo, me ne frego degli errori grammaticali, scrivo tutto quello che mi viene in mente e mi faccio anche qualche grassa grossa risata da psicopatica. Mwahahaha.
Ah, vogliamo parlare del mio capodanno? C'è poco da parlare, però è sicuramente fuori dall'Italia, pare in Messico, ma è ancora in forse, eppure ci spero così tanto che se non sarà lì avrò una delusione di quelle che ti porti dietro tutta la vita.
Meeeessiiicoooo ç_ç. Speriamo ci sia posto nel villaggio, altrimenti, dovremmo inventarcene un'altra.
Comunque. Andiamo avanti con la valanga di stronzate in seriografia ( mi andava di dire seriografia, ed ora dato che non ho niente da fare vi dico anche perchè.)
Sono andata a vedere la mostra sulla Pop Art alle Scuderie Del Quirinale, e ne vale veramente la pena andarci.
E' insolita, non ci sono solo i soliti artisti americani (che per quanto bravissimi) sono triti e ritriti e sputtanati everywhere.
Se siete di Roma e volete andare mi offro anche come guida (1000 euro a parola, grazie.)
abbè. Dopo essere stata alla mostra ho trascinato il mio culo verso il centro di riparazione Nikon, accompagnata da Farf e dove ho tirato giù un paio di santi dato che sono dei ladroni,
13 euro per una minivite che si era staccata ed andava riavvitata. Ci mettevo la vitina del pircing di Diletta se lo sapevo, mortacci loro.
Evvabbè, che ce devi fa? Niente NON CI PUOI FARE NIENTE! O paghi, o ti tieni la macchinetta scassata, o li denunci ma sono troppo pigra per farlo.
La notte non dormo più. Passo le mie ore a guardare programmi-spazzatura in tv, da C.S.I (su fox crime dove te ne sparano dodici di seguto) a ... AMICI.
Si ragazzi, sono proprio arrivata al fondo, mancherà uomini e donne e poi potrò essere etichettata come essere minorato - truzza - decelebrata DOC.
E ultima riga sconnessa: VOGLIO LONDRA, LA VOGLIOLAVOGLIOLAVOGLIO.
Così vi lascio, con un immagine che mi è rimasta, non so perchè, in testa dalla mostra:

P.s: cos apensate che significhi? sono curiosa di sapere che ne pensate.
P.p.s: Donne! se vi offrono un viaggio a Londra per 6 mesi, che sia per studio, per un corso di fotografia o pittura, o musica, non rifiutate mai e poi mai per un uomo. Ci stavo ripensando giusto ieri.
edit /
http://moriamoinsieme.splinder.com/ siano santificate nei momenti di depressione!

♪ Nuotando nell'aria, Marlene Kuntz