( martedì, 26 febbraio 2008; 00:42 )

( That you are part of everything )

Sono in viaggio: verso dove, chi o cosa ancora lo devo capire.
Ma sono in viaggio; credo sia questo l'importante. Sapere che ho preso i miei sogni e tutto quello che fa parte di me e li ho messi in una valigia piccola, minuscola, tanto che si tiene in tasca e si apre poche volte, quelle volte che basta per ricordarmi di che sostanza sono fatta e non rimpiagerne nulla.
E' camminare contro vento in questo viaggio che mi fa restare sveglia, e restare svegli è un bene. Certo ogni tanto il vento trascina qualcosa di me via, ma ho deciso di non fermarmi a rincorrerla ed andare avanti, perchè è come avere per la prima volta la consapevolezza che non va tutto bene ed essere felici comunque di ciò che funziona, è che ho trovato qualcosa di più grande di me e per poterci arrivare ho deciso di arrampicarmi su una montagna e forse farmi anche un po' male, ma questa volta non ho voglia di mettermi in gioco senza prima affrontare qualcosa che mi renderà all'altezza di ciò che voglio raggiungere.
So che non è facile da capire, ma è come se fossi una ballerina, o chessò una ginnasta che si allena per il salto in lungo di una gara importantissima. Non posso essere spavalda e convinta che salterò lontanissima così senza nessun ulteriore allenamento. Ho bisogno di allenarmi per migliorare ancora. Allenarmi tanto finchè non mi farà male ogni singolo muscolo, fin tanto che il mio salto in lungo sarà davvero così lungo che dopo aver saltato dimenticherò quello che c'era dietro; ma prima di potercela fare dovrà passare del tempo; forse solo una manciata di giorni o forse lunghi mesi.


Ed ora non so quanto ci vorrà ad arrivare, ma sono certa che arriverò.


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( martedì, 19 febbraio 2008; 18:18 )

Evento straordinnnarrrio signori e signoreeh: la vostra Lucrezia dopo tre anni di liceo per la prima volta torna a casa con la pagella del primo quadrimestre senza istinti suicidi!

Il trucco è stato nel decidere di spendere quel minimo indispensabile di tempo (dato che il buon(?) Dio mi ha donato di un cervello funzionante non ne è servito neanche così tanto) per prendere voti decenti; così che poi  a giugno non dovrò ridurmi a pregare tutti i santi, santoni o buddha nella speranza di un miracolo per la promozione. E così, posso fieramente affermare che la media dei voti raggiunti durante il mio primo quadrimestre scolastico è quella del quasi 7 (ovvero del 6.8)! Non sapete che gioia inoltre non dover preparare un discorsetto molto artefatto pre-consegna pagelle ai genitori del tipo "No perchè, quel prof, quel giorno... la scuola... l'alluvione... le cavallette!" E cazzate varie.

Oddio sono felice, basta, vado ad aggredire la credenza in cerca di cibo per festeggiare.


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( venerdì, 15 febbraio 2008; 22:04 )

 

Ti insegnereri a riconoscere il sapore di ogni colore. Ma prima devi lasciarti dipingere *

 


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( mercoledì, 13 febbraio 2008; 19:24 )

Ci sono quei giorni di malinconia che scacci via a calci, che ti rimangono appicicati addosso e che fingi di non vedere bevendoti il 5° caffè della giornata, accendentoti la penultima sigaretta del pacchetto da venti comprato la stessa mattina, ritrovandoti con il libro di storia dell'arte aperto anche mentre guidi nel traffico dato che ovviamente ti sei ridotto agli ultimi giorni per studiare 4 aristi per un totale di circa 50 pagine.
Sto andando verso il tracollo fisico, non faccio niente per giorni e  giorni, accendo la tv, mangio patatine con vicini di casa e guardo Amici su canale 5 (che fa ridere davvero troppo), rimango al computer a fare il vegetale decidendo di passare le giornate a farmi gli affari degli sconosciuti sui loro blog e poi eccomi, lì che devo fare mille tavole di grafica, di disegno geometrico, e poi c'è Dante di cui confondo i gironi perchè lo studio alle 2 di notte, c'è chimica e le leggi di gravità di fisica e ..e..e troppo tutto.
Ho la tentazione di alzarmi e con i miei risparmi comparare un biglietto di solo andata per Zanzibar, stazionarmi lì e vivere di non so cosa, chessò mi metterò a suonare il triangolo con un gruppo di musicisti di strada del posto. Se non attaccherà ho sempre un rene da vendere, chissà quanti soldi si fanno effettivamente vendendo un rene. Bha, vedete? Lo studio stressa troppo, inizio a pensare seriamente a smerci dei miei organi in mercati neri di qualche posto come lo Zimbabwe o come diamine si scrive.
Vabbè, fortuna che esiste Audrey Hepburn, la fotografia, il cibo ed i concerti. Del resto, s
e non ti vai salvare la vita da una rock band a diciassette anni non lo farai mai più.

P.s: a fine mese The Cure a Roma , ci sarò (L)

 

 


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( venerdì, 08 febbraio 2008; 23:55 )

E' una questione di equilibrio, si dice. Io l'equilibrio non ce l'ho  mai avuto, ma lui neanche.
Ci mangiamo spiedini ed hamburger, una pannocchia a testa e beviamo una birra ed effettivamente credo che tutti ci scambino sempre per un coppietta, perchè parliamo senza sosta ed i nostri discorsi sono sempre così densi che quasi si possono toccare, sia si parli di pettegolezzi inutili che dell'inutilità di certa gente o dell'esasperazione che si ha nel cambiare linguaggio per adeuarsi ad un interlocutore non molto acuto.
Avevo quattordici anni ed i capelli biondo-arancio quando l'ho conosciuto, sono passati due anni e sembra ieri che lui era un bambino che mi piangeva addosso ed io gli dicevo di essere innamorata di una persona lontana e poi finivamo a passare le giornate fra canne alcol e pavimenti di centri sociali.
Stasera ho preso e attaccato l' autoradio dopo averlo salutato, ho messo una canzone a caso che mi facesse di sottofondo ai pensieri ed ho iniziato a chiudermi in quel mio mondo di domande senza risposta che non smetterò mai di farmi, temo. E' allora che prendi, ti fermi al semaforo, fissi il rosso che diventa verde, e ti immergi in quei pensieri che scorrono veloci come gli alberi ai lati della strada e te cerchi di non perdere il filo ma è inevitabile. Ripensavo alle ultime due ore, alle tante parole che sono state dette, al fatto che non sono solo parole però quelle che penso quando sono convinta che lui non puo' e non deve andarsene dalla mia vita, perchè lui è l'essenza delle cose, quelle vive e sfuggevoli ed io non posso perderlo. Perchè ho perso amici, chiavi di casa, soldi ricordi e testa un sacco di volte nella mia vita ma lui non posso permettermi di lasciarlo andare via. E non è facile tenerselo stretto, sia chiaro. Sfugge, si dimentica, non lo fa di sua volontà ma finisce per perdersi le persone per strada, ma è così preso dal mondo che fa spallucce e va avanti. Ed è strano che non stando nella stessa scuola, nella stessa zona di Roma, non frequentando le stesse persone non abbia perso anche me. Eppure sono convinta del fatto che è reale la nostra amicizia, e quando dico reale dico che esiste, che non è solo nella mia o nella sua testa. Siamo andati avanti in questi due anni di percorso insieme divisi ma paralleli, ognuno con il proprio cuore che si frantumava ad intervalli irregolari, con le notti insonne ed i propri sogni, ma non abbiamo mai smesso di trovare quei punti d'incontro che sono un tramonto visto dal tetto di casa mia o le serate a catare ubriachi mano nella mano.
Forse avremo tutta la vita i sogni nel cassetto di cui non si trova la chiave, New York, Londra e Berlino nella testa, una macchinetta fotografica al collo, fiumi di parole che muoiono prima di uscire, camicie a scacchi e cappotti lunghi, camel light e marlboro nelle tasche; o forse no.
Ma saremo per sempre, e saremo è plurale perchè noi siamo in due.


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( giovedì, 07 febbraio 2008; 16:08 )

Venezia duemilaotto.

Resoconto: un sacco di pioggia, un sacco di risate ed un sacco di enigmistica (ma questa la capiranno solo le mie compagne di viaggio!).

Domenica mattina alle 6.50 eravamo alla stazione di Roma - Termini pronte a prendere il treno Intercity (perchè l'Eurostar costa davvero troppo) per Venezia - S.Lucia, ci ritroviamo a fissare il tabellone in cerca del nostro treno. Che però non c'era, dato che segnalavano solo un Eurostar a quell'ora che ci conducesse a Venezia. Così prontamente chiediamo a un ragazzo in biglietteria che ci dice che va bene quello e non fa niente se è segnalato EuroStar. Ci fidiamo dato che dare informazioni sui treni è il suo lavoro. Peccato che a metà viaggio nel bel mezzo del sonno (per prendere quel treno e non collassare avevamo deciso di fare nottata fuori sabato, in modo di dormire poi in treno) vengono a svegliarci i controllori che ci informano che quello che deve solo dare informazioni come lavoro ce le ha date sbagliate ed avevamo quindi sbagliato treno. E alla fine abbiamo pagato 20 euro per raggiungere il prezzo dell'Eurostar... non so se sia molto giusta come cosa effettivamente, eh. Comunque riusciamo ad arrivare sane e salve nell'hotel che per costare soli 40 euro era di superlusso, colazione compresa nel prezzo e nessuna proposta indecente che aspettavo per pagare tutti i servizi ! Abbiamo passato i primi due giorni fra schifezze e panini per nutrirci, sfumacchiando e guardando la tv fra un'uscita e l'altra. Martedì mi sono travestita da Alex di Arancia meccanica, ho girovagato per Venezia con un abbigliamento vagamente strambo dato che come ben sapete Alex girava con un paracazzo (vedi QUI); quindi mi sono beccata gli insulti dei vecchietti che non sanno neanche chi sia Kubrick e i complimenti di tutto il resto delle persone, e dato che non ero l'unica drughina ma anche Diletta ha deciso di accompagnarmi a fare l'idiota ingiro non facevamo che posare come modelle per le macchinette fotografiche degli sconosciuti. Ho fotografato re e regine ottocentesce, Van Gogh, PacMan e fantasmini annessi, diavoli e fatine e non mi sono fermata un secondo. La sera siamo state ad un concerto di un gruppo veneziano molto alla Modena City Ramblers o alla Bandabardò, unico dettaglio che cantavano in dialetto e l'unica cosa che avevamo capito di una canzone la cantavamo fieramente "..blablabla POMODORI E MARIJUANA!", la stessa sera dopo il concerto siamo finite fra gente totalmente strafatta di Ketamina, mi sono ubriacata e ho fatto giocoleria con gente di cui neanche ricordo il viso, sono tornata in albergo trascinata da Gilda ed urando ''IL CANAL SI E' PROSCIUGATO IL CANAAAAL!". Ho rivisto perfino la persona per cui di solito andavo in quella città, che effettivamente ricordavo un po' più civilizzata dato che pagare 31 euro per tre giorni di vaporetto mi sembra una follia, senza contare che i vaporetti non passano neanche e i taxi - ovvero altre barche, figuriamoci quanto venivano a costare.

E poi mercoledì prima di partire e tornare alla vita di sempre, ho anche visto una bimba speciale, con gli occhioni azzurri e la macchinetta fotografica al collo, lei da Bolzano io da Roma, alla fine ce l'abbiamo fatta ad incontrarci, e come ricordo abbiamo entrambe una collana di vetro.

alcune delle seicento foto? ecco a voi! (dire di cliccare sulla scritta click per vederle credo e spero sia scontato :P)

click con vanGogh ; click a Murano, ma che bello era quel ciccione addormentato nella paizza deserta? ; click io e Riccynah a Murano; click io ed i rasta finti di Gilda; click io e Riccynah con Pac Man e fantasmini; click io faccio la cattiva ed uccido Gilda -Bob Marley; click mi piaceva perchè ci sono io e Venezia nella palla; click Murano da sotto un ponticello; click le Drughesse; click io e Valeh sul vaporetto; click io, ma potete chiamarmi Alex (H).


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Lucrezia, diciotto anni, roma, foto, tinte per capelli dai colori più assurdi, il colore viola, tatuaggi, tante storie da raccontare, un po' di sogni qualche delusione e un cuore difettoso.

altri angoli del web dove puoi trovarla:
deviantart; myspace; carbonmade;

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Nuotando nell'aria, Marlene Kuntz