( lunedì, 24 marzo 2008; 12:33 )

E' il 24 marzo e non avevo idea che lo fosse. Ho un po' perso la cognizione del tempo.
 Amo Londra. amo prendere la Piccadilly Line da Russel Square e osservare. Osservo la gente che va, che viene, che legge giornali Arabi o che muove la testa a tempo di musica.
Nevica. Nevica e piove e anche se e' mezzogiorno sembra notte fuori, intanto il vento soffia che sembra voglia spazzar via le case.
Io sto da Jane, Jane e' una signora sui quarantanni con una figlia un po' zoccola di venti e con un intenso via vai di gente in casa,
lei mi ospita per 30 pound a notte e mi fa un' English Breakfast che e' una favola.
Certo, la mia camera si affaccia su un terrazzo in costruzione dove alle 6 di mattino c'e' un' affollamento di operai, ed il problema sta nel fatto che la mia finestra non ha tende e quindi mi ritrovo spesso faccia a faccia con un omone con tanto di casco giallo fluorescente in testa che mi saluta mentre io scappo in bagno dato che sono mezza nuda.
La mattina dormo davvero troppo, la notte vado a ballare al Fabric fino all'alba e spendo i miei soldi in schifezze comrpate da Tesco, la catena di supermercati di qua.
Ho una valanga di vestiti sporchi in un angolo ma chissenefrega, faccio un'accurata selezione cercando i sorpavvissuti e me li infilo,
esco di casa munita di ombrello comprato a 4 pound chissa' dove e poi respiro LONDRA.
Ah si! gli inglesi non sanno dire Lucrezia, cosi' sono stata ribbattezzata come 'Lou' o ' Lucy'.
Adesso in realta' ho un po' fame, quindi anche se avevo in mente un post mega lungo dove parlo dei Colobiani che girano per casa e delle mie strambe conoscenze me ne andro' da Nando's a rimpizzarmi di pollo.
Comunque sia se c'e' qualcosa che ho capito di tutti questi viaggi e' che non conta cio' che fai quando sei altrove, cosa vedi o chi conosci.
Conta cio' che resta quando torni a casa. Quei  nomi, quei luoghi, quegli odori, quei volti.
E se c'e' qualcosa di davvero bello che adesso sento addosso di Londra e' lui. Ma questa e' una lunga storia.

P.s: frasi cult del viaggio?

"Calcola..."  "..Toppo!"
" Fanculo tu e i matches!"
" Stasera Fabbbriccc?"

p.p.s: il mio compagno di viaggio si è fatto la testolina verde fluo. sei l'ammmericcano più bello, pf.

P.P.PS: Spazio con qualche fotina! in quest'ordine: cielo, io @ victoria station, io nella grandine e neve, io me la ridacchio da starbucks, io faccio foto e donnie si fa la tinta verde, e infine i più dolcyniii. (ed...ebbene si mi sono fatta viola, notatelo!)

dall'aereo

lu da sturbucks


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( domenica, 16 marzo 2008; 15:03 )

 

Praga è grigia ma con case colorate e i rami degli alberi spogli disegnano nel cielo arabeschi controluce. Praga è bella, con i suoi tetti spioventi e i muri policromi, con i castelli barocchi e i sogni di tutti nascosti in chissà quale viottolo.
Cinque giorni a Praga sono stati un po' devastanti, lo ammetto, sveglia alle 8 e colazione alle 9, camminare e cammiare per la città fino a sera fra monumenti, musei, shopping e birra ;
fiumi di birra
tutta la notte fino ad addormentarsi vestiti in una stanza che, regolarmente, non era mai la nostra.
L'ultimo dei miei cinque giorni a Praga è stato quello del mio compleanno; è curioso come ti faccia sentir meglio un coro comune di auguri a mezzanotte fra il 14 ed il 15 e poi risentirlo in aereo durante il viaggio di ritorno. a proposito di Ritorno. Ho scoperto che a me tornare non piace neanche un po', perchè l'aereoporto Roma - Fiumicino durante quei minuti di attesa dei bagagli per poi andare a casa diventa una scatola grigia, dove le speranze non riescono ad entrare e rimangono fuori, sospese fra un ponte praghese e qualche piccolo segreto lasciato troppo lontano.

Ah, comunque parliamone: DICIASSETTE ANNI.
Ed io che credevo che ne avrei avuti quindici tutta la vita.

p.s: ecco a voi qualche scatto scelto senza un criterio ben preciso dei duecento che ho fatto; se ne volete vedere altri che raffigurano me, gentaglia varia, paesaggi e cazzate andate sul mio spaces di msn, se non avete il mio contatto, attaccatevi ed accontentatevi di ciò:P


 


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( domenica, 09 marzo 2008; 21:46 )

Lucrezia martedì parte. Va a Praga, torna il giorno del suo diciassettesimo compleanno, e poi riparte ancora per le vacanze di Pasqua. Lucrezia ormai non si ferma un attimo. E le va bene così.

Mi piace la mia vita così. Sabato sera con 7 bottiglie di vino a cucinare da ubriaca una pasta piccante che finisce per essere un po' troppo piccante a casa di un' amica; la domenica mattina ancora con la nausea svegliarsi presto per andare a fare snowboard in un posto a due ore di macchina da Roma, per poi tornare la sera stessa. E' stato questo il mio week end. Ho festeggiato la festa delle donne in modo speciale, ricevuto un mazzo di mimose ed un fiore; un bacio sulla fronte ed un abbraccio forte.

Mi piace questa vita di corse avanti ed indietro per Roma, di ti amo oggi e domani non lo so, di sms scritti seduta dietro qualcun'altro in motorino mentre si cantano gli 883 e quelle canzoni che non muoiono mai. Ho ritrovato amici che avevo un po' perso per strada e ne sto selezionando altri che forse ho sbagliato a ritenere tali.

Ieri notte mentre mi aggrappavo forte dietro Prugna in motorino ho pensato a tutto questo; alla felicità, ed ho scoperto che ciò che provo in questo momento le si avvicina molto, e non perchè sia successo qualcosa in particolare: non c'è una causa scatenante. O forse c'è, infondo, è solo che non mi è ancora chiara. Però sono felice, metto fiori fra i capelli, divoro libri ed emozioni, faccio viaggi, prendo aerei e treni per inseguire i sogni, e li realizzo.

Che poi vi dirò, in macchina mi hanno rubato l'autoradio, ed il furbo che l'ha fatto ha ben pensato di rubarmi solo il frontalino - che senza il resto se ne fa ben poco; così adesso ogni volta che vado da qualche parte canto come una dannata, con i finestrini abbassati. Capita che la gente si giri e mi guardi male, allora io sorrido e continuo; sono diventata un jukebox, penso. Canto ritornelli di canzoni, stono incrocio e confondo parole, invento testi in inglese e rido.

Sto bene, cazzo.


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( martedì, 04 marzo 2008; 09:55 )

Io ho una fottuta paura del buio.
Una volta non era così forte, una volta dormivo con la lucina accesa e stop, senza pensare nella paura nel vero senso della parola; insomma come fobia, ma  pensavo solo che preferivo un po' di luce. Invece adesso mi ritrovo a quasi diciassette anni con gli attacchi di panico se mi si spegne la luce e sono in camera da sola. Se c'è qualcuno con me è già un'altra cosa, mi sento più 'protetta' ma se sono da sola è la fine. Il mio interruttore della luce è particolare, è di quelli che vanno premuti per un po' e più li premi più la luce aumenta, una volta al massimo se lo si ripreme e si tiene pigiato piano piano invece diminuisce. C'è un 'ma' in tutta questa faccenda però, ovvero che se quando la luce è accesa al massimo si preme una sola volta secca senza tenere premuto, PUFF, si spegne tutto. Ed è qui il tragico della cosa; a volte mi ritrovo nel buio più totale quando volevo solo abbassare un po' l'intensità della lampadina. Anche se è un istante piccolissimo di tempo quello che intercorre fra il rimanere al buio e il riaccendere velocemente, io in quell'istante inizio a sudare freddo, e divento così nevrotica che certe votle non riesco neanche a ripremere l'interruttore.
Il tutto, viene spesso aggravato dalla mia mente malata che pensa bene di impicciarsi su internet nei forum di satanisti psicopatici che raccontano se è giusto o meno fare sacrifici umani e come contattare Satana. Ma se esiste, Satana, perchè non lo si lascia in pace a farsi i cazzi suoi? Cioè a me fa paura, che diamine, come puoi volerlo cercare? Devi essere proprio bacato per metterti in contatto con un essere malavagio magari anche munito di corna e forcone (auhaha ve lo immaginate spuntare da sotto il letto? io credo che le suore alle elementari mi ci abbiano traumatizzato! "non essere cattivo che poi arriva il diavoletto!"; grazie al cavolo che poi da piccola volevo mamma vicina, magari mi spuntava quel cornuto davanti! )

Vabbè, morale della favola crescendo invece che diminuire la paura del buio mi sta divorando, tanto che ieri sera per scacciare via i brutti pensieri mi sono dovuta inghiottire mezza pasticca di xanax 0,25 mg. Risultato? Ho dormito a sasso e un rincoglionimento cronico tutto il giorno. Forse è il caso che me la faccia passare in qualche altro modo sta cosa, o conoscendomi finisco dipendente di ansiolitici.
E davvero mi manca solo questo.


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( sabato, 01 marzo 2008; 18:23 )

Io mi sono i vista i Cure dalla posizione migliore del Palalottomatica, dritto per dritto davanti a Robert Smith, ho ballato come una dannata, ho anche lasciato cadere qualche lacrima, ma pochepochissime tanto che sono stata fiera di me stessa, ho scoperto che quando la musica mi entra in testa lui non le si affianca più costantemente nei miei ricordi come succedeva, ma c'è un'altra persona a cui mi viene da pensare, e soprattutto a cui mi piace pensare.

Non vedo l'ora che tu sparisca dalla mia testa definitivamente, giuro, sei un sassolino nella scarpa che si fa sempre più piccolo ma che non scivola via.


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Lucrezia, diciotto anni, roma, foto, tinte per capelli dai colori più assurdi, il colore viola, tatuaggi, tante storie da raccontare, un po' di sogni qualche delusione e un cuore difettoso.

altri angoli del web dove puoi trovarla:
deviantart; myspace; carbonmade;

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Nuotando nell'aria, Marlene Kuntz