
" l'amore che strappa i capelli è perduto ormai, non resta che qualche svogliata carezza ed un po' di tenerezza. "
A Roma è tornato Novembre.
Le nuvole sono spente ed il cielo è velato di un triste grigio che non so, mi ricorda così tanto l'inverno che quasi non emsbra sia passato tutto questo tempo da quel giorno lì; si proprio quello lì.
Sembra ieri che mettevo il cappotto di lana cotta con le mie spille colorate, mentre appoggiavo la testa ad una spalla e mentre sentivo chiamare il mio nome come lo sa fare solo l'amore. Perchè sillabare un nome non è una cosa semplice, o meglio. Pronunciarlo così, leggerlo, saperlo dire a livello fonetico lo sappiamo fare tutti. Ma io parlo di un'altra cosa, parlo di saperlo urlare con rabbia, di sussurrarlo nell'attesa e nella lontananza, di farlo morire a metà per proseguirlo con un bacio. Quello è conoscere un nome, sentirlo sotto la pelle; avere bisogno di ripeterlo per sentirlo proprio. Come fosse un piccolo pezzetto di cielo privato.
E ora manca sentirlo pronunciare piano ad un orecchio mentre fuori piove così forte da far paura, manca sentirlo urlare spezzato dalla rabbia, mentre io corro su per le scale senza voltarmi con le lacrme agli occhi; e poi sentirlo sussurrare come una preghiera a ripetizione, implorandomi di non andare mai via.
Ci sono troppe cose che dovrei dire e mi piacerebbe riuscire a prendere il telefono e chiamare tutte le persone a cui dovrei parlare, anche quelle che non sento da anni, e mettere dei punti al passato, per saper voltare pagina senza queste spine che ogni tanto tornano a raschiare in superficie.
Chi ha detto che il tempo sistema le cose? Devo averlo sentito in qualche canzone, ma non credo sia vero. Il tempo puo' attudire certi colpi, ma non sistema mai niente; per sistemare le cose bisogna avere il coraggio di aprire vecchie porte lasciate socchiuse indietro, perchè solo dopo aver rimesso ordine al passato quelle porte potranno essere chiuse definitivamente. Ma io il coraggio di tornare indietro adesso non lo ho con me, magari un giorno metterò le mani in tasca e lo troverò appicicato fra una monetina ed una caramella mezza sciolta lì infondo, chissà.
Ora mi fa un po' male la testa e devo riuscre a scacciare vecchi pensieri;
così vado a colorare e spero di lascire un po' di rimorsi sul foglio.
" e sarà la prima che incontri per strada, che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato; per un amore nuovo. "
Ho chiuso il blog per un po' perchè non c'era più niente da dire, o meglio : perchè non riuscivo a dire più niente, i pensieri mi si accavallavano e qualunque cosa provassi a scrivere non aveva il senso che doveva avere; non prendeva forma e rimaneva lì sospesa, cercando di assomigliare ad un pensiero.
Sono successe tantissime cose, è successo che ho perso la voglia di cercare ed ho appreso che aspettare a volte dà molti più frutti. La scuola sta finendo e le ultime settimane sono terribili, mi sembra di morire schiacciata fra Leonardo Da Vinci e Aristotele. Sono iniziate le feste sulla spiaggia e quindi abbiamo ricominciato a farci una ventina di kilometri su strade che non si potrebbero fare con il motorino, l'ultima proprio ieri sera e stamattina sono tornata a casa alle 7 del mattino distrutta con la sabbia anche nelle orecchie. Ho pochi, anzi pochissimi flash della serata e l'unica certezza è che la sambuca l'ho tenuta stretta per un bel po'.
La constatazione del giorno è che conosco sempre più persone che inizialmente si dimostrano fantastiche per poi rivelarsi idioti al 100%; ed io mi sono stufata di credere che esista qualcuno di diverso, di speciale. Quindi faccio l'idiota anche io e mi adatto, però non ho più fiducia nel credere in quel 'qualcosa in più'. Forse sbaglio, ma non mi sto più facendo male, sembra.

♪ Nuotando nell'aria, Marlene Kuntz