Le cose stanno prendendo una strana piega.
Le cose sono cambiate nel giro di una serata, di una serata come le altre dove si va a bere con un'amica e poi a ballare - anche se di ballare neanche hai voglia ma di tornare a casa tantomeno e fuori fa troppo freddo per vagare senza meta.
Le cose hanno cambiato il loro corso e si sono incasinate dopo una cena a base di vino rosso e dopo la sambuca e dopo la birra rossa doppio malto, le cose hanno cambiato il loro corso proprio quando il mondo intorno a me girava un po' e l'alcol saliva, diciamo così.
E' che come diamine potevo programmarlo, che stavo chiedendo una sigaretta ad una persona che si sarebbe catapultata nella mia vita incasinando tutto : ilcuoreilcervelloisognilerassegnazionietuttoilresto.
Perchè da una sigaretta sono diventati fiumi di parole e ''OHNONCIPOSSOCREDEREANCHETU?" e "ODDIO MA PENSO LA STESSA COSA!" "ODDIO E' IL MIO FILM PREFERITO." Insomma quella serie di coincidenze che ti fa all'inizio sorridere e poi pensare. E poi da una manciata di coincidenze sono diventati sogni e speranze in comune, sono diventati occhi in cui perdersi e un numero di telefono e un appuntamento e poi ancora altri 4 e poi i baci e alcune promesse e quel qualcosa che tu non sai come chiamare, che non aspettavi più e che adesso ti piace, ti piace da morire e vorresti legarti addosso tutto questo: lui il suo modo di pensare il suo modo di dirti che sei bella i suoi baci e le sensazioni e i colori che avevi perso e che piano piano stanno tornando fuori.
Ma figuriamoci se non c'è qualcosa che non va. Quel sassolino nella scarpa che non riesci a togliere.
Perchè è proprio mentre mi sto convincendo che forseforse, si insomma, che forseforse novembre quest'anno non è poi così triste, scopro che tutto ciò ha una scadenza, che lui partirà e neanche fra troppo tempo, che le persone giuste si incontrano sempre nei momenti sbagliati. E non posso farci niente, posso solo lasciarmi travolgere. Rimanere ferma e prendere questa corrente d'acqua : sì ghiacciata, ma che mi rende viva.
Non riesco a fermare il cuore questa volta, perchè correcorrecorre velocissimo e supera qualsiasi pensiero.
E mentre mi ripeto che sono così stupida,
non riesco a staccarlo dai miei pensieri in cui si infila e scrollo la testa e cerco di levarlo ma niente,
rimane lì,
e poi che posso farci,
mi viene da sorridere comunque.
Quello stupido sorriso ebete che si disegna sulla faccia mentre fisso il vuoto e che non promette mai nulla di buono.
Santocielo.
Sono felice.
La distanza fra me ed il mondo sta aumentando e fa quasi paura.
Piove ed io sono sempre senza ombrello e conto le goccie che cadono sul vetro della macchina mentre mi si chiudono gli occhi dal sonno imbottigliata in questo dannato traffico.
Mi sento sempre stanca, dormo e mi sento stanca, non dormo e mi sento stanca, rido e mi sento stanca, piango e mi sento stanca lo stesso.
Ho crisi nervose che mi prendono all'imporvviso, mi ritrovo a piangere senza un motivo ben preciso almeno una volta al giorno e piango finchè non mi fanno male gli occhi, poi mi sciacquo la faccia e puff
come se niente fosse, mi armo di tutta la pazienza e buona volontà del mondo, indosso il mio sorriso migliore e via.
Ultimamente le mie giornate sono un corri di qua corri di là telefonate minatorie telefonate sconosciute telefonate noiose, ed io che devo essere sempre carinaedisponibile con tutti.
Aggiungiamo al minestrone che fra quattro mesi sono maggiorenne, ed a me sembra ieri o forse due giorni fa che sono arrivata in primo liceo con i capelli lunghi fino al sedere e lo sguardo sognante verso quelle 'grandi' che giravano spavalde per i corridoi, come se la scuola fosse loro ed io fossi solo feccia umana; mi sembra ieri o forse due giorni fa che mi sentivo piccolaminuscola paragonata a quelli di quarto e quinto. Ed ora? Ora sono io la grande, sono la rappresentante d'istituto, sono quella che viene chiamata dalle bimbette di 13 e 14 anni del primo liceo, quella che viene fermata per i corridoi e si sente fare mille complimenti sui capelli sui vestiti sulle scarpe e su tutto il resto da un gruppetto di ragazzine urlanti. E' che è successo così in fretta che devo ancora farci l'abitudine, che mi sembra ieri il mio primo gioro di liceo, dove tutto era appena iniziato.
Fa ridere a dirlo, ma è proprio vero, il tempo vola
siamo noi che camminiamo piano.

♪ Nuotando nell'aria, Marlene Kuntz