( venerdì, 16 gennaio 2009; 22:08 )
Ovviamente quando finalmente credevo di aver raggiunto un po' di stabilità
sei tornato.
( martedì, 06 gennaio 2009; 23:41 )
Io ogni tanto perdo le parole e chi legge il mio blog lo sa bene, sparisco e non scrivo per un po' perchè c'è troppo nella testa che non saprei neanche come riassumerlo, come spiegarlo, come scriverlo (e se voglio davvero farlo).
Sono stata a Barcellona e come in ogni mio viaggio ci ho lasciato un pezzetto di cuore, fra la Rambla colorata, Gaudì e le sue opere che dipingono la città e lasciano il dolce sulla lingua, fra i pub mai chiusi, le discoteche a cinque piani, la lingua così melodica, le persone così aperte.
Ho pensato molto a questo duemilaotto che se n'è andato, con un bicchiere di spumante, un cuore ancora difettoso , un pizzico di nostalgia e qualche incertezza. Ho perso delle cose molto importanti nell'anno che è passato, sono scivolate via come succede di continuo nella mia vita, come se stringere troppo a se stessi qualcuno faccia in modo che il destino decida di togliertelo. Ho preso seriamente in considerazione l'idea di distaccarmi dal mondo, di creare un muro fra me e tutto ciò che potrebbe sfuggirmi o comunque distaccarsi , ed ho scoperto che tutto ciò che riesco a fare è un muro di paglia, perchè nonostante quello che potrebbe succedere mi piace sentire il respiro della gente, mi piace farmi battere il cuore a mille, mi piace stupire e stupirmi e disarmare e disarmarmi in continuazione.
L'altro giorno mi sono ritrovata circondata da vetri di superalcolici vuoti, mi sono sentita come quelle bottiglie per qualche istante, poi mi sono ricordata dell'incastro perfetto che era la sua testa poggiata sul mio collo, con il mento incastrato nell'incavo della mia clavicola e la nuca poggiata sotto la mandibola.
Respiravamo in sincronia, camminavamo muovendo gli stessi passi e ci guardavamo nello stesso modo. Ci avevamo messo molto per arrivare a tanto, ma ci eravamo arrivati, era un'alchimia di corpi ed emozioni che non posso scordare. Sorprendeva in continuazione, era quello il suo segreto, riusciva a farlo con tale maestria che sembrava fosse nato per fare solo quello. Stupire.
Andare a vedere una mostra di Magritte insieme e poi bere vino rosso cantando (stonando) Battisti e far finta che il mondo finisse fuori dalla porta di quella casa; forse è questo che manca in realtà. Non saprei.
Eppure è stato pensare a tutto ciò che ha reso quest'inizio duemilanove al sapore di braccia intorno alle gambe e testa china sulle ginocchia accovacciata su un marciapiede aspettando non si sa bene cosa. Perchè sì, questa figura ha un sapore.
Però c'è altro. C'è anche il sapore delle mattine d'inverno con il riscaldamento acceso e quella canzone che finalmente hai capito come si chiama e quindi te la sei potuta scaricare e risentire e cantare all'infinito. C'è che alla fine m'importa poco di quello che non va, perchè io mi accorgo per una volta di andare bene, ed il resto non conta.
E Ringrazio chi mi resta sempre accanto, perchè di amicizie amori e affetti ne ho sbagliati tanti,
e quelli invece che sono rimasti, sono la cosa più sensata che ho.
Grazie per le cene a casa mia, per le corse sotto la pioggia, per le mattinate in classe a dormire nascosta dietro (o insieme ) a voi, per i bigliettini di fisica, per i pomeriggi a studiae filosofia, per le telefonate a tutte le ore per piangere - ridere - non dirsi niente, insieme;
grazie per le estati in motorino a cantare a squarciagola j ax, per aver spinto con me la macchina quando sono rimasta senza benzina, pe aver scavalcato cancelli di parchi chiusi all'alba, per avermi detto che non ho tempo da sprecare per gente che neanche capisce quello che cerco di comunicare, per i sabati sera ad asepettare che faccia mattina insieme,
per gli spazi vuoti che avete riempito, per i caffè al ginseng, per le colazioni dal bar d'angolo di piazza mancini, per esservi fatti fotografare nelle situazioni più imbarazzanti, per avermi tenuto la testa mentre vomitavo, per avermi tenuto il cuore quando era infranto.
Per questo duemilanove, iniziato (anche se non fisicamente) vicina a voi.